
Dopo quello che sta accadendo nel Pd napoletano, ho reputato opportuno scrivere una lettera a Gino Nicolais Segretario provinciale del Pd di Napoli. Ho ravvisato questa necessità alla luce della convocazione da parte di Walter Veltroni dei vertici campani del Pd. La riunione si terrà a Roma martedì 9 dicembre, come abbiamo letto ed ascoltato, Veltroni ha chiesto a Bassolino di abbandonare entro Natale, alla Rosa Ruso Jervolino, creare le condizioni di un rinnovamento totale della giunta, bene o male andare anche lei a casa, in un modo più cortese.
A Gino Nicolais
Segretario politico provinciale di Napoli
On. Nicolais
Un anno fa iniziava il cammino per la nascita del Pd. Napoli già allora si distinse per le due controverse elezioni dei segretari regionale e provinciale. Iannuzzi, eletto segretario regionale in un clima di sospetti di qualche “Anomalia”. La prof.ssa Giammattei, frutto di un accordo trasversale tra sostenitori di Letta, Veltroni e Rutelli, gli sconfitti delle elezioni regionali.
Poi? La crisi politica nazionale, la caduta del Governo Prodi, l’umiliazione della crisi dei rifiuti, le lotte intestine al Pd per meglio posizionarsi al’interno delle liste (bloccate) della Camera e del Senato, l’abbandono di Ciriaco De Mita, etc., altro che partecipazione, I have a dream, Yes we can. Mi presento on. Nicolais, oggi segretario provinciale del Pd napoletano, sono Gianni Bianco. Il mio nome ed il mio cognome certo non le riserveranno alcuna emozione, ma per meglio esprimere il senso di questa lettera, nel mese di aprile nella mia città, Casoria, sono stato tra i candidati della lista del Pd. Ero, se lo ricorda ancora, tra i sostenitori di un progetto politico, la riconquista dell’amministrazione cittadina dopo lo scioglimento per condizionamento camorristico, proponendo un elemento di discontinuità con il passato. A proposito, per dovere di cronaca, non fui rieletto, ma non importa, condivisi qest’amarezza, con altri amici e compagni di Casoria, Giugliano, Pozzuoli, Quarto, Torre del Greco, Afragola, Grumo Nevano ed altri comuni della provincia di Napoli. E’ un elenco non di poco conto di comuni piccoli e grandi dove il centrosinistra ha passato la mano al centrodestra. Aspetto pazientemente che qualcuno si assuma le responsabilità di quella disfatta, che preciso a mio modesto giudizio, non dipese solo dall’effetto Berlusconi, ma anche e soprattutto da candidati sindaci scelti per i soliti equilibri delle federazioni provinciali, del centrosinistra intero.
A distanza di sei mesi e più, sono certo che se si fossero rispettate le indicazioni dei rappresentanti locali del centrosinistra e del Pd, le cose sarebbero andate differentemente. Casoria è forse l’esempio più clamoroso, non dimentichiamo la vittoria al primo turno e la sconfitta al secondo, nel ballottaggio. Il mio orientamento politico on. Nicolais ha sempre abbracciato l’area riformista, la mia provenienza non era ne i Ds ne tantomeno la Margherita, ero lo Sdi. E proprio un vecchio, glorioso compagno socialista, Fausto Corace, aveva individuato bene il problema, quando nel proporre alcune riflessioni sulla politica regionale del centrosinistra campano espresse un pensiero: “Mentre la nave affonda, l’orchestrina continua a suonare”. Martedì on. Nicolais sarà chiamato ad esprimere a Roma le sue opinioni sullo stato delle cose del Pd napoletano, insieme a Walter Veltroni. Spero che il caso Nugnes, le dimissioni di Cardillo, la vergognosa faccenda dei rifiuti, il porto e con esso Nerli, la Sanità regionale, la crisi drammatica crisi economica e occupazionale, le sconfitte elettorali (politiche ed amministrative), i goliardici amministratori della Provincia di Napoli, proporranno una discussione “risolutiva” per il Pd napoletano. On. Nicolais non è in discussione un presidente di regione o un sindaco, ma la storia, la tradizione, il passato, il presente ed il futuro della Sinistra napoletana, di tanti uomini e donne che ancora oggi rappresentano un valore inestimabile per tutti noi. La frase pronunciata in questi giorni a Napoli, dall’ultimo di questi grandi uomini, il Presidente Giorgio Napolitano: “Facciamo autocritica”, pesa sulla coscienza di tutti noi, degli onesti e dei disonesti, di chi è stato responsabile, ma anche di chi ha taciuto, di chi, in questi anni ha continuato seriamente a lavorare all’ impegno politico e chi invece se ne è dimenticato diventato solo “Un uomo di potere”.
Segretario politico provinciale di Napoli
On. Nicolais
Un anno fa iniziava il cammino per la nascita del Pd. Napoli già allora si distinse per le due controverse elezioni dei segretari regionale e provinciale. Iannuzzi, eletto segretario regionale in un clima di sospetti di qualche “Anomalia”. La prof.ssa Giammattei, frutto di un accordo trasversale tra sostenitori di Letta, Veltroni e Rutelli, gli sconfitti delle elezioni regionali.
Poi? La crisi politica nazionale, la caduta del Governo Prodi, l’umiliazione della crisi dei rifiuti, le lotte intestine al Pd per meglio posizionarsi al’interno delle liste (bloccate) della Camera e del Senato, l’abbandono di Ciriaco De Mita, etc., altro che partecipazione, I have a dream, Yes we can. Mi presento on. Nicolais, oggi segretario provinciale del Pd napoletano, sono Gianni Bianco. Il mio nome ed il mio cognome certo non le riserveranno alcuna emozione, ma per meglio esprimere il senso di questa lettera, nel mese di aprile nella mia città, Casoria, sono stato tra i candidati della lista del Pd. Ero, se lo ricorda ancora, tra i sostenitori di un progetto politico, la riconquista dell’amministrazione cittadina dopo lo scioglimento per condizionamento camorristico, proponendo un elemento di discontinuità con il passato. A proposito, per dovere di cronaca, non fui rieletto, ma non importa, condivisi qest’amarezza, con altri amici e compagni di Casoria, Giugliano, Pozzuoli, Quarto, Torre del Greco, Afragola, Grumo Nevano ed altri comuni della provincia di Napoli. E’ un elenco non di poco conto di comuni piccoli e grandi dove il centrosinistra ha passato la mano al centrodestra. Aspetto pazientemente che qualcuno si assuma le responsabilità di quella disfatta, che preciso a mio modesto giudizio, non dipese solo dall’effetto Berlusconi, ma anche e soprattutto da candidati sindaci scelti per i soliti equilibri delle federazioni provinciali, del centrosinistra intero.
A distanza di sei mesi e più, sono certo che se si fossero rispettate le indicazioni dei rappresentanti locali del centrosinistra e del Pd, le cose sarebbero andate differentemente. Casoria è forse l’esempio più clamoroso, non dimentichiamo la vittoria al primo turno e la sconfitta al secondo, nel ballottaggio. Il mio orientamento politico on. Nicolais ha sempre abbracciato l’area riformista, la mia provenienza non era ne i Ds ne tantomeno la Margherita, ero lo Sdi. E proprio un vecchio, glorioso compagno socialista, Fausto Corace, aveva individuato bene il problema, quando nel proporre alcune riflessioni sulla politica regionale del centrosinistra campano espresse un pensiero: “Mentre la nave affonda, l’orchestrina continua a suonare”. Martedì on. Nicolais sarà chiamato ad esprimere a Roma le sue opinioni sullo stato delle cose del Pd napoletano, insieme a Walter Veltroni. Spero che il caso Nugnes, le dimissioni di Cardillo, la vergognosa faccenda dei rifiuti, il porto e con esso Nerli, la Sanità regionale, la crisi drammatica crisi economica e occupazionale, le sconfitte elettorali (politiche ed amministrative), i goliardici amministratori della Provincia di Napoli, proporranno una discussione “risolutiva” per il Pd napoletano. On. Nicolais non è in discussione un presidente di regione o un sindaco, ma la storia, la tradizione, il passato, il presente ed il futuro della Sinistra napoletana, di tanti uomini e donne che ancora oggi rappresentano un valore inestimabile per tutti noi. La frase pronunciata in questi giorni a Napoli, dall’ultimo di questi grandi uomini, il Presidente Giorgio Napolitano: “Facciamo autocritica”, pesa sulla coscienza di tutti noi, degli onesti e dei disonesti, di chi è stato responsabile, ma anche di chi ha taciuto, di chi, in questi anni ha continuato seriamente a lavorare all’ impegno politico e chi invece se ne è dimenticato diventato solo “Un uomo di potere”.
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