Manifesto
E’ da qualche giorno che seguo con estrema attenzione l’evolversi del Partito Democratico, in particolare napoletano. Le considerazioni si sprecano, le interviste, le opinioni, le dichiarazioni, le decisioni (quasi mai definitive). Cosa dire del resto della sinistra italiana? Ferrero di Rifondazione comunista l’ho visto distribuire volantini ai cancelli della Fiat con un cappotto Montgomery da anni settanta Dopo aver sconfitto Nicki Vendola al congresso, rischiando un’ulteriore scissione, il segretario di Rifondazione comunista tenta il partito fai da te, delle altre frange comuniste meglio astenersi da commenti.
Dei verdi si sa che Grazia Francescato è stata eletta presidente al posto di Pecoraro Scanio. Di quest’ultimo l’ultima notizia e relativa foto dal Corriere della era, risale a qualche tempo fa, in chiesa. Nell’intervista, lex leader verde, si dichiarava fervente cattolico in politica invece non ha mai fatto trasparire questa sua vocazione, un nuovo San Paolo diciamo, colpito non sulla via di Damasco, ma su quella di Posillipo.
Passiamo a Diliberto. Noto bibliografo, in questa passione molto amico di Marcello Dell’Utri, si quello siciliano, amico di Berlusconi e dello stalliere mafioso che albergava in casa o meglio nella stalla del Cavaliere. Dicevo di Diliberto, tranne la solita apparizione in qualche salotto televisivo auguriamoci che continui a coltivare con estremo interesse la sua passione per i “costosissimi” libri antichi o introvabili.
I Socialisti, lo Sdi oggi PS, sostituiscono Boselli, con una persona davvero seria, competente e preparata, Nencini. E’ stato un po’ come aprire un paracadute all’altezza del settimo piano, penso non ci sia alcuna speranza di risentire le note dell’Internazionale tra le hit della politica italiana.
I Radicali, quelli si che ci sanno fare. Intanto i quattro senatori e gli otto deputati che hanno strappati al Pd, rappresentano comunque un alito di vita e di speranza, politica s'intende. Certo se le cose si metteranno male ritorneranno a proporre una vocazione liberale per rientrare nel centrodestra.
Mastella e l'Udeur sono oramai diventati un partito localistico, esistono solo in campania. Dal Campanile al campalinismo, per la Campania, poca fantasia.
L’Italia dei Valori merita un discorso a parte. Ha iniziato egregiamente la legislatura posizionandosi contro Berlusconi, rispettando il ruolo di opposizione. Ha proposto un referendum legittimo per l’abolizione del “Lodo Alfano”, ha iniziato, grazie alla verve di Franco Barbato, una battaglia campale in parlamento per stanare alcune commistioni politico-camorristiche. Oggi Di Pietro è colto invece da un delirio di onnipresenza, non più politica, ma di parte. Nello scontro tra le procure di Catanzaro e Salerno, doveva dire, come ogni persona civile, che i magistrati impegnati in quella disastrosa iniziativa, gli uni e gli altri, andavano cacciati a calci nel sedere, non dalle procure interessate, ma dalla magistratura. Magistrati politicizzati, corrotti, interessati, fazioni e rovinosamente deleteri per la fiducia dei cittadini, che schifo. Di Pietro ha in questo sbagliato, un giudizio se trasformato in pregiudizio, rafforza sempre il colpevole, guarda caso trasformato in martire, Berlusconi in questo un campione. Oggi questa difesa faziosa, da parte di Di Pietro, di una faida all'interno della magistratura mi è sembrata pericolosa ed offensiva, per il buon senso ed il buon gusto che sempre deve animare l’animo di un politico. Ma purtroppo conosciamo i limiti di Antonio Di Pietro, al di là del fatto che reputo De Magistris e le sue inchieste in Calabria legittime. Torniamo al Pd. Bassolino non si sente “logoro”, forse non ha ben inteso l’aggettivo, logori siamo noi delle scelte devastanti di partito, di governo della Regione Campania, rifiuti e sanità in testa. Anche Primo Greganti, il comunista di ferro dice che Bassolino sbaglia "a non andare a casa". Di Rosa Russo Jervolino io non parlo, ha insistito tanto per riaverla sindaco di Napoli Bassolino che le auguriamo una lenta eutanasia politica. Spicca al primo posto per atteggiamenti del tutto singolare, la polemica sollevata contro Gino Nicolais da parte del Vicepresidente del Comune di Napoli Santangelo, che si collega a quella del Vicepresidente del Governo Regionale della Campania, Valiante. La mia stima nei confronti di questi due caporali della politica napoletana è ai livelli del Vicepresidente dell’Amministrazione provinciale Antonio Pugliese. Si quella specie di agente fbi televisivo che si aggira per Casoria con il lampeggiante acceso dell’auto blu di servizio dell’ente di Santa Maria la Nova. Alla fine del suo mandato gli sarà donato in comodato d'uso gratuito "il lampeggiante", ad honoris causa o perché fulminato. Attualmente da Napoli a Roma questo è il quadro del centrosinistra. C’è poco da stare allegri, davvero penso che il centrodestra si avvii a governare l’Italia per un periodo davvero lungo. Cosa fare, rassegnarsi? No, come ho intitolato il post “Manifesto”, chiedo ai tanti amici e compagni di partire da altro per immaginare l’impegno in politica. Magari creare qualcosa di strettamente legato al territorio, immaginando che per guarire i mali delle proprie realtà locali, non ci sia davvero bisogno di avere la stessa ideologie, ma coltivare le stesse idee.
Lo so sbaglio, ancora una volta a mettermi contro ai notabili locali del Pd, dell’I.d.v., del Ps., o per meglio dire, contro coloro, consiglierie e segretari, che pur non rappresentando i valori e l’etica di questi partiti ne detengono a livello locale i simboli, a volte grazie alla propria occupazione a volte per vocazione servilistica.
Cosa ci volete fare, sono fatto così. Mi rincuora un celebre aforisma di Bertolt Brecht:
"...dato che tutti gli altri posti erano già occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto"