CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


lunedì 30 marzo 2009


Un Partito popolare per una Politica populista

Ieri, domenica 29 marzo 2009 è nato il Pdl, è stato eletto Presidente per acclamazione Silvio Berlusconi. Fin qui niente di nuovo sono oramai quindici anni che i leader di partito non sono eletti più ma solo acclamati. Tra confronti in parte veritieri, tra acclamazioni e alzate di mano, con cartellini di differenti colori, a secondo dell’occasione, abbiamo assistito in questi anni alla nascita dei partiti "fai da te". Dalla Dc nascono i Popolari di Martinazzoli, il Patto Segni di Mario (Segni), Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini, il Ccd dell’accoppiata Casini-Mastella, dal conseguente scioglimento l’Udc di Casini, l’Udeur di Mastella, la Nuova Dc di Rotondi, I Democratici di Prodi, la Margherita di Rutelli, confluiti nel Pd. Dal Msi di Almirante nasce Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e dopo varie vicissitudini La Destra di Storace, Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, il Nuovo Msi di Pino Rauti. Dal Pci nasce il Pds di Occhetto, i Ds di D’alema, il Pd di Veltroni, ma anche Rifondazione Comunista di Bertinotti, la Sinistra Democratica di Salvi, i Comunisti italiani di Diliberto, i Comunisti di Ferrando, la Sinistra Critica di Turigliatto, ultima creatura la Sinistra di Nicki Vendola. I Socialisti di Craxi si sono divisi in Sdi di Borselli e Nuovo Psi di De Michelis, dopo ennesime vicissitudini, il secondo và a Stefano Caldoro. Sono nati intanto, sempre da 15 anni, La Lega Nord di Bossi, l’Idv di Di Pietro. E’ pur vero che anche in epoche passate si legava il nome del partito al leader che ne guidava la politica, ma che guerre interne per arrivare ad un’elezione. Le conseguenze di questo perdonismo imperante che attraversa tutta la politica italiana è sotto gli occhi di tutti. Il caso del Pd è emblematico per capire quali siano le conseguenze di tale scellerata visione dei partiti. Nasce come sogno di Veltroni e ad un anno dalla nascita con la caduta dell’ex Sindaco di Roma, oggi, al di là degli sforzi di Dario Franceschini, il partito erede dell’ex Pci e della Corrente di Base dossettiana della Dc, veramente non riesce a mettere in piedi una strategia davvero efficace contro il populismo mediatico di Silvio Berlusconi. Sono state molte le occasioni per mandare in pensione il Cavaliere di Arcore, niente, troppo simpatico ai vertici del centro-sinistra o troppo comodo come avversario, è facile fare i conti senza l’oste. La crisi economica che attanaglia il mondo intero e che anche in Italia crea non poche difficoltà, è trattata dall’attuale governo di centrodestra in modo elusivo, ma comunque popolare. Incentivi ai poveri attraverso la Social-card, incentivi alla grande industria automobilistica, incentivi alle imprese attraverso il piano casa, insomma, una serie di provvedimenti deboli, forse inutili, ma in ogni caso provvedimenti. Accompagnano Sacconi Ministro del Welfare e promotore di questi provvedimenti l’azione politica di Tremonti all’economia Brunetta alla Funzione Pubblica, Gelmini all’Istruzione, nel modo non ottimale per risolvere i problemi, ma sicuramente in linea con le opinioni della classe media italiana. La lotta ai fannulloni di Brunetta contro il pubblico impiego, in alcuni casi rasenta la vergogna ma quanti atteggiamenti protezionistici sbagliati da parte dei Sindacati. L’opinione della gente pesa non poco oggi nelle scelte del governo e in questo quanta poca accortezza a non comprendere la necessità di riformare il pubblico impiego, la Scuola, L’Università e tutto il mondo del Pubblico Impiego, da parte del centrosinistra e dei Sindacati. Il centrosinistra da quindici anni a questa parte non ha rappresentato che il governo dei sacrifici a differenza delle maniche larghe mostrate dai governi di centrodestra. Sempre a ripianare gli errori di Berlusconi e del suo liberismo, colpendo sempre e in ogni modo la classe media, con tasse nazionali, consentendo maggiori tributi da parte degli enti locali, sempre per rispettare i patti di stabilità o i parametri di Maastricht. Oggi, all’indomani della nascita del Pdl, il Pd dovrà riflettere e non poco sul da farsi, sulle proposte alternative e di coraggio da proporre alla nazione e al Governo in carica. Il centrosinistra Governa ancora nella maggioranza delle regioni, inizi da queste realtà un esempio di buon governo a parte la Campania di Bassolino, vero tallone d'Achille per Franceschini e soci. Oggi tutti guardano con sospetto all’ennesima provocazione mediatico-elettoralistica, in vista delle europee da parte di Silvio Berlusconi. Molti di quelli citati in premessa (Fini-Mussolini-Rotondi-Caldoro-Dini- Giovanardi), sono confluiti nel Pdl, altri come Mastella non li abbiamo visti cantare (in play-back), l’inno nazionale. Il 44% dei consensi oggi potrebbe rappresentare una realtà, il 51%, un sogno, ma viste le condizioni del Pd, le intenzioni dell’Idv di Di Pietro, le dichiarazioni di poca disponibilità di Casini e soprattutto i ragionamenti di Comunisti ed ex Comunisti, c’è davvero da stare poco tranquilli. In tutto il mondo democratico, da sempre il Populismo o questo Neo-popolarismo si combatte con una vera, seria, incisiva “Iniziativa Riformista”. Riformismo, un concetto sostenuto da anni dagli uomini della sinistra italiana, ma a chiacchiere, questa volta per ripartire ed avviare la riscossa elettorale, dalle parole bisognerà passare ai fatti.

mercoledì 18 marzo 2009


La città ideale

Ci sono alcune icone che ci colpiscono e caratterizzano in modo positivo o negativo la nostra esistenza. Potrei parlare di quanto influenzano la vita di tanti esseri i simboli del calcio o della politica, della musica o della nostra società contemporanea, farei solo esercizio di retorica accademica, ma il risultato non cambierebbe di molto. I simboli fanno parte della nostra esistenza e noi ne siamo o legati o schiavi. Nel maggio dello scorso anno ho sentito la necessità di creare un Blog personale e di scrivere, senza regole o tempi precisi, dei post ho titolato il Blog “Casoriainrete”. Il logo che ne ho scelto è stato “La città ideale”, in un ritaglio della parte centrale del quadro di un artista anonimo. Non entro nel merito di una critica all’opera, che sarebbe oltremodo inopportuna, ma una cosa ci tengo a dirla, l’effetto che mi trasferito "La città ideale", sin dalla prima volta che l’ho vista è stata quella di una perfezione architettonica che ho ritrovato in alcune città del Centro Italia. Sono state tante le volte che, visitando borghi, città o castelli dell’Umbria delle Marche, della Toscana o dell’Emilia, ho avuto un senso di tristezza nell’immaginare che tutta quella storia, tutta quella bellezza artistica, tutto quel patrimonio, nelle nostre terre era andato perduto in parte o definitivamente. Un pensiero mi è passato sempre nella mente camminando nella storia di quei luoghi, fondati anche da popolazioni barbare (Franchi e Longobardi). In quelle terre i Barbari sono arrivati e poi scomparsi, integrandosi, dalle nostre parti, i barbari sono arrivati e da questi luoghi non sono andati più via.
“La città ideale” quindi resta un sogno a Casoria e non solo forse in tutto il meridione, grazie ai Barbari che ci hanno dominato e che dominano ancora.
Stimolato da alcuni amici personali ho da qualche tempo accettato l’incarico di Presidente della Pro Loco Casoria.
L’impegno da Presidente di questa gloriosa associazione, che solo nella nostra città è stata utilizzata quale mero strumento di scalata politica, mi allontanerà per forza di cose dall’impegno diretto in politica, è naturale. Chi mi conosce sa bene che il mio modo di interpretare i ruoli è strettamente legato all’impegno, alla passione e alla professionalità. Così è stato, quando giovanissimo ho allenato la prima squadra di pallavolo che portasse il nome di Casoria, con il “Centro Sportivo Casoria”, così è stato quando sono stato chiamato all’impegno politico, dall’organizzazione del P.S.D.I. nel direttivo provinciale dal 1989 al 1992 alla prima volta in Consiglio Comunale,dal 1994 al 1998, dal guidare i socialisti di Casoria dal 1999 al 2005 al rappresentare lo stesso partito in giunta da assessore al Primo settore dal 2000 al 2001, dal rientrare in Consiglio Comunale nel 2004, al candidarmi alle ultime elezioni comunali nel Pd nel 2008. Venti anni e forse più. Molti, tanti se penso alle cose che mi sono passate avanti in un modo così veloce senza un attimo di tregua, molte cose positive, tante altre negative.
Oggi, nell’accettare questa nuova sfida, chiederò a tutti gli amici di continuare ad avere fiducia, la città di Casoria ha bisogno non solo d’autoreferenzialità ma anche e soprattutto di proporre iniziative legate al rilancio della cultura, dell’informazione, della partecipazione attiva alla ricerca delle proprie radici e delle proprie tradizioni.
In questo lavoro chiederò l’ausilio d’esperti di settore e del mondo della scuola pubblica che sarà al centro della nostra iniziativa.
Il dialogo e lo scambio di idee tra la fantasia dei giovani e le esperienze dei meno giovani sarà la certezza di cose da fare guardando al mondo d’oggi, con attenzione, senza pregiudizi, con fiducia.
Non mi tirerò indietro se sarò chiamato ad esprimere le mie opinioni, è ovvio sono ancora in grado di intendere e di volere e soprattutto ho un diritto ancora sancito dalla Costituzione: “La libertà di esprimere le mie opinioni”.
Sarò attento all’ascolto, allo scambio di esperienze e di collaborazione, con tutti, nella nostra Pro Loco.
Da oggi parte una nuova sfida, in particolare con me stesso. Parto dalla certezza di poter contare, in particolare su una squadra di amici che da sempre ha creduto, a volte anche immeritatamente nel sottoscritto.
Questa sarà per me la maggiore garanzia per partire nel modo giusto in questa nuova esperienza, consapevole che non sarò solo e più di ogni altra cosa che ci divertiremo, come sempre.

mercoledì 11 marzo 2009


Il danno


Dalla lettura dei giornali di ieri martedì 10 marzo, la notizia del “buco” nelle finanze comunali di 500mila euro spesi in quattro mesi dal gennaio all’aprile 2008 nel settore della Pubblica Istruzione, ha dell’inquietante. In primis perché 500mila euro non sono bruscolini ed anche il più grande alchimista dei bilanci degli enti in generale, non avrebbe la capacità di “inventare” un tale artifizio. Si fa riferimento anche alle pressanti richieste del Sindaco, con dichiarazioni forti, ai funzionari ed ai dirigenti per conoscerne le motivazioni. Insomma il solito chiacchiericcio, che ad onor del vero in questo periodo sta iniziando a prendere corpo nella dialettica politica locale. Lo dirò fino alla noia, la città è stanca dei pugni battuti sul petto, ci sono strade che per districarsi bisogna essere un autorevole pilota di rally, alcune interrotte da settimane. C’è da raddrizzare il tiro sul concorso dei vigili da Moto-GP che s’intende portare avanti al Comune di Casoria, in barba alle capacità e alla professionalità che necessariamente oggi deve avere un agente della Polizia locale. C’è da proporre un dibattito serio sulle aree dimesse e sulle opportunità future legate a progetti sul territorio della nostra città. Insomma non dovrebbero essere i giornali, le piazze, i bar, i marciapiedi, i terreni di scontro della politica locale, credo ma l'Assise civica. Si denuncino nelle sedi più opportune le leggerezze, distrazioni, omissioni o quant’altro, senza riferimenti ad ignoti, ci saranno firme, timbri o quant'altro, a supporto dell’amministrazione. Non si dimentiche che il responsabile del PEG (piano di gestione economica) di un’area di un ente è il Dirigente di setttore. C’è un particolare che forse sfugge al Sindaco, agli assessori, ai dirigenti, alla classe politica, ai cronisti o agli opinionisti locali, la pongo in forma di quesito. Se oggi accadesse un problema di scomparsa di soldi dal bilancio di un settore il Consiglio Comunale sarebbe l’organo demandato a discutere, approvare o bocciare il Bilancio stesso proposto dall’amministrazione Ferrara nelle sedute di votazione. Nel 2008, chi era responsabile del controllo e dell’approvazione del bilancio visto che il Consiglio Comunale era sciolto? Da cittadino direi la Commissione Straordinaria della Prefettura di Napoli, mi sembra strano che nessuno dei pur autorevoli, capaci e navigati politici o giornalisti locali lo dica. Ci tengo a sottolineare questo perché le attuali normative prevedono che chi subentri al governo di una città ha l’obbligo di controllo le eventuali responsabilità contabili ed amministrative delle precedenti amministrazioni, Commissariamenti Prefettizi compresi. La politica deve riconquistare il proprio ruolo di riferimento per una comunità, che lo faccia il centrodestra a Casoria, ben venga ma lo faccia nel modo e nelle sedi giuste, anche nei tribunali se dovrà essere necessario, il tempo in politica passa e non perdona.


Da "Il Mattino

10/03/2009

DOMENICO MAGLIONE Casoria. Li ha fatti e rifatti personalmente una decina di volte ma quei conti proprio non hanno voluto quadrare: il sindaco Stefano Ferrara ha scovato così l'ennesimo «buco» nelle finanze comunali, 500mila euro spesi in quattro mesi, da gennaio ad aprile 2008, nel settore della pubblica istruzione. Soldi che non si sa che fine abbiano fatto. «Me ne dovranno dare conto: voglio sapere come è stato speso quel denaro della collettività», dice il primo cittadino che da giugno scorso guida un esecutivo di centrodestra. Quel miliardo circa di vecchie lire sembra essersi volatilizzato: non ci sono, infatti, fatture o altri documenti contabili che consentano agli attuali amministratori del Palazzo di piazza Domenico Cirillo di capire quale strada abbiano preso quei fondi. «Ho chiesto agli ex dirigenti e direttori di servizio delle spiegazioni scritte - continua il primo cittadino - Finora non ho ricevuto alcuna relazione: se dovesse perdurare questo silenzio sarò costretto ad inoltrare una denuncia contro ignoti e attendere che la giustizia, anche quella contabile della Corte dei Conti, faccia poi i propri passi». Non è proprio un bel momento, insomma, per l'ente locale. Appena qualche giorno fa è saltata fuori la truffa dei rifornimenti di benzina per auto del comune di Casoria non più utilizzate da mesi. Non solo. Ma ci sono anche le iperfatturazioni di carburanti: una sola macchina di servizio in 6 mesi, compreso agosto, ha «bruciato» 5mila euro di benzina. In un solo giorno, addirittura, una Panda ha consumato quasi 100 euro. «Ci sono troppe cose che non andavano - fanno rilevare alcuni rappresentanti della maggioranza - Troppe spese allegre, troppi sperperi di denaro pubblico: ma ora è tutto finito». Le finanze dell'ente, intanto, inducono qualche preoccupazione di troppo agli amministratori comunali. I debiti del passato creano grattacapi seri e il comune rischia la bancarotta. C'è da risolvere la spinosa questione legata al pignoramento di oltre 53 milioni di euro notificato al tesoriere comunale dal consorzio CPR3 che ha realizzato i 482 alloggi della ricostruzione nel rione Arpino. Ma c'è anche il debito, con tanto di sentenza esecutiva del Tribunale di Napoli, di quasi 1,5 milioni per un contenzioso nato con l'associazione temporanea d'imprese che doveva realizzare i 6 istituti previsti dalle legge Falcucci, poi affidati ad altre ditte.

domenica 8 marzo 2009


Il Pantano


Mi riesce davvero difficile comprendere il clima politico di Casoria. Due notizie destano preoccupazione ed inquietudini. La prima, ne ho parlato nel post precedente riguarda il concorso per 10 vigili urbani di categoria C, inteso da qualche sprovveduto dirigente o assessore al personale “C = Centauro”, o “C = Ciclomotore”. A tal proposito mi verrebbe da chiedere come mai l’attuale amministrazione non ha chiesto i danni erariali agli attuali Vigili Urbani inseriti nelle graduatorie FORMEZ, alcuni laureati, ma quasi sicuramente sprovvisti del requisito fondamentale “Patentino A” (guida motociclo 125). Passiamo al secondo punto. Due documenti uno della Sinistra Critica e l’altro molto più forte della Uil-Funzione pubblica, propongono un dibattito acceso intorno sul carattere persecutorio di un provvedimento dell’amministrazione nei confronti del personale del Comune di Casoria, in particolare legato a qualche sigla sindacale o a qualche partito politico. spiega l’articolo di Domenico Maglione da “Il Mattino” “Impiegati trasferiti, bufera al Comune”.

Ma andiamo con ordine.


Uil-Funzione pubblica - «I trasferimenti di personale al Comune? Solo gravissimi atti persecutori, un repulisti in piena regola contro persone che, pur dimostrando professionalità e dedizione al proprio lavoro, magari non condividono l'ideologia politica di questa maggioranza» e ancora «esprime la propria indignazione per Il carattere persecutorio si evidenzia in maniera inaccettabile soprattutto per alcuni dipendenti che sono stati spostati per meri motivi di appartenenza politica nonostante assicurino la propria attività con indiscussa diligenza e capacità. Le modalità operative decise al di fuori di un qualsiasi reale e democratico confronto con le organizzazioni sindacali risentono di un modo di fare assolutamente illegittimo e carico di messaggi intimidatori - si legge altresì nel documento inviato al Prefetto - I comportamenti posti in essere, arroganti e violenti, contribuiscono a generare un clima di forte destabilizzazione nei dipendenti che si vedono aggrediti e privati dei loro diritti fondamentali».;


Sindaco: «Sono comunicati folli quelli messi strumentalmente in i trasferimenti sono stati decisi a un tavolo di concertazione con gli stessi sindacati. Non capisco ora perché la Uil, e da sola, protesti. Non capisco ora perché la Uil, e da sola, protesti»;


Michele D'Anna Assessore al personale: «Stiamo provvedendo a rimodulare l'organizzazione del personale dipendente addirittura con il consenso dei diretti interessati .Chi ci accusa di lesa maestà è soltanto perché non vuole aprire gli occhi al rinnovamento e a una migliore organizzazione dei servizi che prevede il decentramento di strutture e uffici importanti anche nella frazione Arpino».


Pd-Idv-Ps: hanno richiesto anche la convocazione di una seduta straordinaria di consiglio comunale «per conoscere le ragioni del trasferimento d'imperio e senza valide motivazioni di decine di dipendenti comunali».
Chi ha ragione e chi ha torto? Personalmente penso che l’attuale amministrazione si stia avviando verso un territorio tortuoso e infido quale quello della materia del Personale o Area risorse umane. Appare davvero strano che coincidono in un preciso momento della vita politica, un concorso dei vigili passato dai 100 che aveva promesso il Sindaco in precedenza agli attuali 10, ma come espresso prima 10 non ci sono già, seppur precari o a contratto annuale? I trasferimenti. L’amministrazione non ha facoltà di operare una redistribuzione dei Dirigenti, dei Funzionari, dei dipendenti. L’amministrazione ha l’obbligo di farlo, per non creare sacche di “Potere consolidato e perpetuo”, per adempiere a richieste specifiche o individuali. Alcune categorie certo non possono essere svestite dei loro ruoli, certo, come i Vigili Urbani, ma sicuramente all’interno dello stesso corpo ci può essere una flessibilità orizzontale per completare esperienze lavorative o per dare l’opportunità di evitare “sacche di interessi specifici”, come è accaduto in realtà dell’interland napoletano. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con spostamenti individuali, seppure concordati nei principi con la R.S.U. aziendale. I termini attuativi sono fondamentali, non le dichiarazioni di principio. La crisi economica internazionale, nazionale, locale, dovrebbe imporre una svolta dell’attuale amministrazione nei confronti dei problemi veri e seri della città di Casoria. Come si concretizzerà la nascita dell’Ovulo e il centro di benessere che ne conseguirà sui livelli occupazionali locali. Gradirei, come tanti altri cittadini, come è accaduto in realtà del circondario, che le professionalità lavorative siano innanzitutto iscritte al collocamento di Casoria, altrimenti non si spiega quali altri interessi dovrebbe avere una classe politica cittadina nella realizzaione di certi obiettivi. Basta con queste liti da pollaio, non interessano, non preoccupano nessuno le faide interne, vecchie e nuove, le ritorsioni, le epurazioni, la caccia alle streghe, preoccupiamoci di altro, del futuro innanzitutto della città di Casoria, che ha avuto in passato una classe politica inadeguata, ma certo, visti i risultati non può certamente confidare in quella attuale.



Questa pantomima sono sicuro non finirà qui, per dovere di cronaca sono arrivate smentite da parte di alcuni esponenti del Pd e dell'Idv ?!? Saremo attenti a riportare le prossime puntate.

mercoledì 4 marzo 2009

Agostino ò pazzo

Negli anni settanta esisteva un centauro ribelle che manifestava la sua abilità di motociclista in ogni modo e in ogni occasione possibile. Le sue gesta divennero leggenda, ho raccolto qualcosa: “un funambolo formidabile a bordo della sua motocicletta classe 125 truccata: un uomo che sbeffeggiava, sfidava e colpiva le forze dell’ordine, tutelanti un ordinamento ingiusto. Fosse solo per questo, un personaggio davvero bizzarro e simpatico, quasi da venerare, come facevano le schiere di scugnizzi all’epoca che seguivano, tifavano ed applaudivano durante le sue forsennate scorribande fra piazza San Ferdinando e Via Toledo, fino a piazza Trieste e Trento, in pieno cuore di Napoli. Ma volendo limitarci alla sua ribellione a 120 all’ora contromano, con la satanica risatina dopo aver sottratto ad un poliziotto la paletta con cui questi gli aveva intimato l’alt, fa ancora oggi, quasi quarant’anni dopo, sorridere. Come le parole di Broccoli alla radio che dice alle sue giovani collaboratrici di redazione: “Che bello, quando i delinquenti erano brave persone…”
Ma lo avrebbe mai immaginato Agostino ò pazzo che a Casoria oggi, lui guidatore di una motocicletta 125 di cilindrata, avrebbe avuto un requisito d’accesso indispensabile per acceder al concorso per dieci Vigili Urbani nel Comune di Casoria? Non contano i criteri di competenza di:
· Codice della strada;
· Codice penale per reati ambientali e abusivismo edilizio;
· Conoscenza della legislatura sul commercio;
· Conoscenza del codice Civile legato a problemi Sanitari, assistenza sociale, assistenza alle asl per cittadini instabili di mente (TSO).
A parte la proverbiale conoscenza della cultura generale,e conoscenza del le lingue straniere.
Chissà cosa penseranno i genitori di tanti ragazzi che dopo aver fatto sacrifici per lo studio, il diploma, la laurea dei propri figli oggi si devono rammaricare del fatto che i figli stessi non abbiano avuto la “lungimiranza” di prendere la tanto sospirata patente “A”. Prove orali, prove scritte, visite mediche, macchè una bella impennata con la moto, alla Agostino ò pazzo e il Patentino “A” nel nella tasca posteriore e via.
Il Mattino

04/03/2009

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Concorso al Comune polemica sui requisiti

Nel bando sono richieste le patenti A e B

DOMENICO MAGLIONE Casoria. Parte tra le polemiche il concorso per l'assunzione di 10 vigili urbani al Comune. Non piace, infatti, il requisito che prevede il possesso per i partecipanti della patente di guida di categoria A e B o soltanto B se acquisita entro il 25 aprile 1988. «È una discriminazione: tutti hanno diritto di partecipare, anche i più giovani che sognano un posto di lavoro che non può essere negato solo per un cavillo burocratico», affermano alcuni potenziali partecipanti alla selezione per titoli ed esami. Ma al Comune respingono le accuse: «Il requisito della patente A e B è necessario per arruolare i futuri vigili che dovranno essere in grado di guidare anche i ciclomotori - spiega il comandante della polizia municipale cittadina, Fabio Dimino - Non si tratta di alcuna discriminazione: è solo un provvedimento dettato dalla necessità di avere figure professionali con le referenze giuste». Chi intende partecipare al concorso ha tempo fino al 29 marzo per presentare la domanda. Tra i requisiti sono previsti il possesso del diploma di scuola media superiore e la conoscenza di una lingua, inglese o francese, a livello scolastico. Non verranno considerati idonei coloro che abbiano sofferto negli ultimi due anni di crisi comiziali. Le prove sono due, scritta e orale, ma l'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Stefano Ferrara si è riservata la possibilità di svolgere una preselezione, con quiz a domande multiple, se le domande dovessero essere 15 volte superiore ai posti a concorso. «Faremo tutto in maniera molto veloce e rapida per incrementare il corpo della polizia municipale con nuove figure professionali importanti per garantire, con il potenziamento dell'organico, un miglioramento dei servizi all'utenza», affermano alcuni esponenti dell'esecutivo cittadino. «Va bene la celerità, ma l'importante è che tutto avvenga con trasparenza e legalità: tutti devono avere uguali possibilità per ricoprire i posti inseriti a concorso senza creare come è avvenuto tante volte in passato corsie preferenziali che hanno portato spesso a privilegiare amici, parenti e conoscenti dei politici e dei vari potenti di turno», concludono un gruppo di universitari che si accingono a presentare la domanda per partecipare alla selezione.

martedì 3 marzo 2009


Il walfare prima di tutto

Correva l’anno di grazia 2007, precisamente novembre, come tantissimi altri amici e compagni dei Ds, della Margherita, Socialisti, Repubblicani, mi impegnai a sostenere, alle Elezioni primarie del neonato Partito Democratico, più precisamente Segretario Enrico Letta.
Com’è andata a finire lo sanno tutti, anche i meno appassionati alle vicende politiche. Oggi mi sono allontanato dall’impegno diretto nel Pd, come tantissimi italiani aspetto segnali di vita. Intanto devo sinceramente riconoscere ad Enrico Letta un punto in più rispetto a temi molto delicati legati al lavoro e alla previdenza. Sicuramente avrà pesato in questa formazione l’incarico di Ministro del Lavoro del primo Prodi.

Propongo quindi un intervista rilasciata da Enrico Lettaad Antonio Polito, pubblicata su «Il Riformista» di martedì 3 marzo.
Tanto costa l'intervento proposto dal Pd a favore di chi perde il lavoro. Una base di partenza per «la grande riforma degli ammortizzatori sociali. È il momento per farla Come si può pensare di affrontare la più grande crisi che la storia italiana ricordi nel dopoguerra con la "deroga"?».
Lei è il responsabile del dipartimento Welfare: sapeva della proposta lanciata da Franceschini dell'assegno mensile a chi perde il lavoro?

«Questa è una proposta che sta dentro i disegni di legge già presentati in Parlamento dal Partito democratico. Io la condivido e bisogna raccontarla per quello che deve diventare, cioè la grande riforma degli ammortizzatori sociali. La riforma di cui il nostro Paese da tempo ha bisogno perché l'Italia, rispetto agli altri paesi europei, ha ammortizzatori sociali da economia fordista degli anni '70».Tra l'altro in mezza Europa l'assegno mensile per chi perde lavoro c'è già...
«Da noi il problema è aggravato dal fatto che abbiamo 15 anni alle spalle in cui è nata una nuova tipologia di lavoratori, la grande famiglia dei parasubordinati con tutte le forme di lavoro che si sono create nel tempo a partire dal vecchio co.co.co. Tutto questo mondo del lavoro, negli anni, ha svolto mansioni che in molti casi erano da contratto a tempo indeterminato».Soprattutto nel pubblico...

«Dovunque. Il problema è che se a quelle persone non viene confermato il contratto parasubordinato si trovano prive di qualunque tipo di copertura. C'è qualcosa che stava dentro il protocollo sul Welfare fatto nel 2007 dal governo Prodi, che assegna ad alcune di quelle tipologie di lavoro forme per sei mesi, per qualche mese con assegni che sono oggettivamente da rivedere. Ma il tema oggi è un intervento universale, che ci collega subito alle tesi di Boeri e Garibaldi».Universale vuol dire che andrebbe a chi ha perso il lavoro ma anche a chi non ce l'ha?
«Universale vuol dire che è rivolto a chi perde il lavoro, qualunque lavoro faccia».E chi invece non t'ha mai avuto?
«Su questo c'è il secondo tempo dell'intervento, sul quale però la riflessione va ancora approfondita e sul quale i costi sono molto maggiori».Soltanto per chi perde il lavoro, avete un'idea di quanto costerebbe?

«Dieci miliardi. Che possono essere spalmati, non è che bisogna fare tutto e subito. Il motivo per cui insistiamo su questa proposta è che il governo ha trovato otto miliardi e li ha sbandierati. Ed è un fatto positivo perché sono un mix tra risorse statali e risorse delle Regioni. Un accordo su otto miliardi di euro da usare per gli ammortizzatori sociali. La differenza con la nostra proposta sta nel fatto che noi diciamo che una cifra del genere, in un colpo solo per protezioni sociali di chi perde il lavoro, non si è mai vista.
Approfittiamo del momento, facciamo adesso la riforma. Il Governo invece dice: no, usiamo questi soldi per rimpolpare i vecchi strumenti, cioè la cassa in deroga. È questa la nostra critica. Anche terminologicamente, come si può pensare di affrontare la più grande crisi che la storia italiana ricordi nel dopoguerra con la parola "deroga"?
Già culturalmente è un errore. Dobbiamo trovare una via maestra per affrontare questo problema, non una deroga. La deroga dà l'idea che non funzioni lo strumento che abbiamo, cioè la cassa integrazione che è pagata soltanto dalle grandi imprese e che però in deroga va poi in modo discrezionale a seconda di cosa decide il ministero del Lavoro e del Welfare. Insomma, è questo il momento di fare la riforma. È questa la sostanza della nostra proposta».
Allora, quando Berlusconi dice che costerebbe troppo, 1 punto e mezzo di Pil, a che cosa si riferisce? All'intera riforma degli ammortizzatori?

«Sì. Si riferisce anche all'idea di inserire un reddito minimo di cittadinanza. Ma questo che noi proponiamo ha un costo di dieci miliardi di euro, otto già ci sono, e aggiungo che ci sono anche altre risorse a cui si può attingere. Ad esempio, ci sono tre miliardi e ottocento milioni di euro che sono gli utili non redistribuiti della Cassa depositi e prestiti. Stanno lì. Utilizziamoli per uno strumento di questo genere. La Cassa depositi e prestiti, come lei sa perché il suo giornale ha fatto una campagna molto importante sul tema del credito alle imprese, esiste. Esistono due grandi capitoli: protezione sociale per chi perde il lavoro e anticipo da parte della Cassa depositi e prestiti alle imprese dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione. Si calcola tra i 50 e i 60 miliardi di euro. La pubblica amministrazione, strozzata dai tagli che arrivano dall'alto, si rifà sulle imprese chiudendo rubinetti e spostando il pagamento a 12, 18 mesi».
Secondo lei, perché, dato che questa idea dell'assegno mensile è molto popolare e non costa così tanto come lei dice, un governo come quello Berlusconi, molto attento al successo popolare delle sue iniziative e soprattutto mai particolarmente preoccupato delle virtù del bilancio pubblico, è invece improvvisamente diventato così sparagnino e rigorista?

«Una parte della risposta riguarda la linea, che Tremonti sta seguendo e che io non critico, della massima attenzione alla credibilità dei conti pubblici italiani dentro il mercato internazionale. È di questo weekend la notizia che dà di Irlanda e Grecia come due economie che rischiano la bancarotta. Diamo ormai per assodato che almeno un terzo dei paesi dell'Est europeo sono sostanzialmente in bancarotta, se non ancora tecnicamente. Quindi esiste la possibilità per un'economia moderna di trovarsi travolta dalla crisi come ora sono travolte le banche. Penso che sia il momento nel quale l'attenzione alla credibilità dei nostri conti pubblici è fondamentale, quindi fa bene Tremonti. Però è vero che il giudizio che ogni mercato internazionale guarda è composto di due cifre. Una che sta sopra e una sotto, cioè il Pil. Ecco perché penso che il problema italiano sia dare una risposta a queste 300-500mila persone che rischiano di perdere il posto di lavoro, perché se non si dà una risposta a quelle, l'effetto depressivo sui consumi e sul Pil sarà un disastro».