
Il danno
Dalla lettura dei giornali di ieri martedì 10 marzo, la notizia del “buco” nelle finanze comunali di 500mila euro spesi in quattro mesi dal gennaio all’aprile 2008 nel settore della Pubblica Istruzione, ha dell’inquietante. In primis perché 500mila euro non sono bruscolini ed anche il più grande alchimista dei bilanci degli enti in generale, non avrebbe la capacità di “inventare” un tale artifizio. Si fa riferimento anche alle pressanti richieste del Sindaco, con dichiarazioni forti, ai funzionari ed ai dirigenti per conoscerne le motivazioni. Insomma il solito chiacchiericcio, che ad onor del vero in questo periodo sta iniziando a prendere corpo nella dialettica politica locale. Lo dirò fino alla noia, la città è stanca dei pugni battuti sul petto, ci sono strade che per districarsi bisogna essere un autorevole pilota di rally, alcune interrotte da settimane. C’è da raddrizzare il tiro sul concorso dei vigili da Moto-GP che s’intende portare avanti al Comune di Casoria, in barba alle capacità e alla professionalità che necessariamente oggi deve avere un agente della Polizia locale. C’è da proporre un dibattito serio sulle aree dimesse e sulle opportunità future legate a progetti sul territorio della nostra città. Insomma non dovrebbero essere i giornali, le piazze, i bar, i marciapiedi, i terreni di scontro della politica locale, credo ma l'Assise civica. Si denuncino nelle sedi più opportune le leggerezze, distrazioni, omissioni o quant’altro, senza riferimenti ad ignoti, ci saranno firme, timbri o quant'altro, a supporto dell’amministrazione. Non si dimentiche che il responsabile del PEG (piano di gestione economica) di un’area di un ente è il Dirigente di setttore. C’è un particolare che forse sfugge al Sindaco, agli assessori, ai dirigenti, alla classe politica, ai cronisti o agli opinionisti locali, la pongo in forma di quesito. Se oggi accadesse un problema di scomparsa di soldi dal bilancio di un settore il Consiglio Comunale sarebbe l’organo demandato a discutere, approvare o bocciare il Bilancio stesso proposto dall’amministrazione Ferrara nelle sedute di votazione. Nel 2008, chi era responsabile del controllo e dell’approvazione del bilancio visto che il Consiglio Comunale era sciolto? Da cittadino direi la Commissione Straordinaria della Prefettura di Napoli, mi sembra strano che nessuno dei pur autorevoli, capaci e navigati politici o giornalisti locali lo dica. Ci tengo a sottolineare questo perché le attuali normative prevedono che chi subentri al governo di una città ha l’obbligo di controllo le eventuali responsabilità contabili ed amministrative delle precedenti amministrazioni, Commissariamenti Prefettizi compresi. La politica deve riconquistare il proprio ruolo di riferimento per una comunità, che lo faccia il centrodestra a Casoria, ben venga ma lo faccia nel modo e nelle sedi giuste, anche nei tribunali se dovrà essere necessario, il tempo in politica passa e non perdona.
Da "Il Mattino
Dalla lettura dei giornali di ieri martedì 10 marzo, la notizia del “buco” nelle finanze comunali di 500mila euro spesi in quattro mesi dal gennaio all’aprile 2008 nel settore della Pubblica Istruzione, ha dell’inquietante. In primis perché 500mila euro non sono bruscolini ed anche il più grande alchimista dei bilanci degli enti in generale, non avrebbe la capacità di “inventare” un tale artifizio. Si fa riferimento anche alle pressanti richieste del Sindaco, con dichiarazioni forti, ai funzionari ed ai dirigenti per conoscerne le motivazioni. Insomma il solito chiacchiericcio, che ad onor del vero in questo periodo sta iniziando a prendere corpo nella dialettica politica locale. Lo dirò fino alla noia, la città è stanca dei pugni battuti sul petto, ci sono strade che per districarsi bisogna essere un autorevole pilota di rally, alcune interrotte da settimane. C’è da raddrizzare il tiro sul concorso dei vigili da Moto-GP che s’intende portare avanti al Comune di Casoria, in barba alle capacità e alla professionalità che necessariamente oggi deve avere un agente della Polizia locale. C’è da proporre un dibattito serio sulle aree dimesse e sulle opportunità future legate a progetti sul territorio della nostra città. Insomma non dovrebbero essere i giornali, le piazze, i bar, i marciapiedi, i terreni di scontro della politica locale, credo ma l'Assise civica. Si denuncino nelle sedi più opportune le leggerezze, distrazioni, omissioni o quant’altro, senza riferimenti ad ignoti, ci saranno firme, timbri o quant'altro, a supporto dell’amministrazione. Non si dimentiche che il responsabile del PEG (piano di gestione economica) di un’area di un ente è il Dirigente di setttore. C’è un particolare che forse sfugge al Sindaco, agli assessori, ai dirigenti, alla classe politica, ai cronisti o agli opinionisti locali, la pongo in forma di quesito. Se oggi accadesse un problema di scomparsa di soldi dal bilancio di un settore il Consiglio Comunale sarebbe l’organo demandato a discutere, approvare o bocciare il Bilancio stesso proposto dall’amministrazione Ferrara nelle sedute di votazione. Nel 2008, chi era responsabile del controllo e dell’approvazione del bilancio visto che il Consiglio Comunale era sciolto? Da cittadino direi la Commissione Straordinaria della Prefettura di Napoli, mi sembra strano che nessuno dei pur autorevoli, capaci e navigati politici o giornalisti locali lo dica. Ci tengo a sottolineare questo perché le attuali normative prevedono che chi subentri al governo di una città ha l’obbligo di controllo le eventuali responsabilità contabili ed amministrative delle precedenti amministrazioni, Commissariamenti Prefettizi compresi. La politica deve riconquistare il proprio ruolo di riferimento per una comunità, che lo faccia il centrodestra a Casoria, ben venga ma lo faccia nel modo e nelle sedi giuste, anche nei tribunali se dovrà essere necessario, il tempo in politica passa e non perdona.
Da "Il Mattino
10/03/2009
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Li ha fatti e rifatti personalmente una decina di volte ma quei conti proprio non hanno voluto quadrare: il sindaco Stefano Ferrara ha scovato così l'ennesimo «buco» nelle finanze comunali, 500mila euro spesi in quattro mesi, da gennaio ad aprile 2008, nel settore della pubblica istruzione. Soldi che non si sa che fine abbiano fatto. «Me ne dovranno dare conto: voglio sapere come è stato speso quel denaro della collettività», dice il primo cittadino che da giugno scorso guida un esecutivo di centrodestra. Quel miliardo circa di vecchie lire sembra essersi volatilizzato: non ci sono, infatti, fatture o altri documenti contabili che consentano agli attuali amministratori del Palazzo di piazza Domenico Cirillo di capire quale strada abbiano preso quei fondi. «Ho chiesto agli ex dirigenti e direttori di servizio delle spiegazioni scritte - continua il primo cittadino - Finora non ho ricevuto alcuna relazione: se dovesse perdurare questo silenzio sarò costretto ad inoltrare una denuncia contro ignoti e attendere che la giustizia, anche quella contabile della Corte dei Conti, faccia poi i propri passi». Non è proprio un bel momento, insomma, per l'ente locale. Appena qualche giorno fa è saltata fuori la truffa dei rifornimenti di benzina per auto del comune di Casoria non più utilizzate da mesi. Non solo. Ma ci sono anche le iperfatturazioni di carburanti: una sola macchina di servizio in 6 mesi, compreso agosto, ha «bruciato» 5mila euro di benzina. In un solo giorno, addirittura, una Panda ha consumato quasi 100 euro. «Ci sono troppe cose che non andavano - fanno rilevare alcuni rappresentanti della maggioranza - Troppe spese allegre, troppi sperperi di denaro pubblico: ma ora è tutto finito». Le finanze dell'ente, intanto, inducono qualche preoccupazione di troppo agli amministratori comunali. I debiti del passato creano grattacapi seri e il comune rischia la bancarotta. C'è da risolvere la spinosa questione legata al pignoramento di oltre 53 milioni di euro notificato al tesoriere comunale dal consorzio CPR3 che ha realizzato i 482 alloggi della ricostruzione nel rione Arpino. Ma c'è anche il debito, con tanto di sentenza esecutiva del Tribunale di Napoli, di quasi 1,5 milioni per un contenzioso nato con l'associazione temporanea d'imprese che doveva realizzare i 6 istituti previsti dalle legge Falcucci, poi affidati ad altre ditte.
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Li ha fatti e rifatti personalmente una decina di volte ma quei conti proprio non hanno voluto quadrare: il sindaco Stefano Ferrara ha scovato così l'ennesimo «buco» nelle finanze comunali, 500mila euro spesi in quattro mesi, da gennaio ad aprile 2008, nel settore della pubblica istruzione. Soldi che non si sa che fine abbiano fatto. «Me ne dovranno dare conto: voglio sapere come è stato speso quel denaro della collettività», dice il primo cittadino che da giugno scorso guida un esecutivo di centrodestra. Quel miliardo circa di vecchie lire sembra essersi volatilizzato: non ci sono, infatti, fatture o altri documenti contabili che consentano agli attuali amministratori del Palazzo di piazza Domenico Cirillo di capire quale strada abbiano preso quei fondi. «Ho chiesto agli ex dirigenti e direttori di servizio delle spiegazioni scritte - continua il primo cittadino - Finora non ho ricevuto alcuna relazione: se dovesse perdurare questo silenzio sarò costretto ad inoltrare una denuncia contro ignoti e attendere che la giustizia, anche quella contabile della Corte dei Conti, faccia poi i propri passi». Non è proprio un bel momento, insomma, per l'ente locale. Appena qualche giorno fa è saltata fuori la truffa dei rifornimenti di benzina per auto del comune di Casoria non più utilizzate da mesi. Non solo. Ma ci sono anche le iperfatturazioni di carburanti: una sola macchina di servizio in 6 mesi, compreso agosto, ha «bruciato» 5mila euro di benzina. In un solo giorno, addirittura, una Panda ha consumato quasi 100 euro. «Ci sono troppe cose che non andavano - fanno rilevare alcuni rappresentanti della maggioranza - Troppe spese allegre, troppi sperperi di denaro pubblico: ma ora è tutto finito». Le finanze dell'ente, intanto, inducono qualche preoccupazione di troppo agli amministratori comunali. I debiti del passato creano grattacapi seri e il comune rischia la bancarotta. C'è da risolvere la spinosa questione legata al pignoramento di oltre 53 milioni di euro notificato al tesoriere comunale dal consorzio CPR3 che ha realizzato i 482 alloggi della ricostruzione nel rione Arpino. Ma c'è anche il debito, con tanto di sentenza esecutiva del Tribunale di Napoli, di quasi 1,5 milioni per un contenzioso nato con l'associazione temporanea d'imprese che doveva realizzare i 6 istituti previsti dalle legge Falcucci, poi affidati ad altre ditte.
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