CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


sabato 25 ottobre 2008




DUBBI SULLA RIFORMA GELMINI, MA BISOGNA CAMBIARE


Una effetto positivo il Ministro Gelmini l’ha procurato, l’interesse dell’opinione pubblica verso i problemi della scuola. Erano anni che non si assisteva ad una grande mobilitazione di massa per contro modifiche le scelte di governo per modificare l’impianto delle leggi che regolamentano l’istruzione: dalla scuola dell’infanzia alle medie, dalle medie superiori all’università. Eppure nel suo secondo governo Silvio Berlusconi parlava delle tre “I – Istruzione – Internet – Inglese”, oggi nel suo Terzo governo, tagliando le spese alle elementari per informatica e lingue, in pratica, ci regala il grembiulino (Beppe Grillo). “Meno Cesare e più Cesaroni", tradotto, meno ore di studio tra i banchi a causa dei tagli al tempo pieno e più tempo davanti alla tv, è la tesi dell'ex ministro dell'Istruzione dell’ultimo governo Prodi, Giuseppe Fioroni. E così via, si sprecano le opioni in materia, più o meno esatte. dell'una e dell'altra parte politica.
Da lavoratore della scuola comunque tra le tante cose che ho letto. visto ed ascoltato, la lettera di Alessandro Silj Segretario generale del Consiglio italiano per le Scienze sociali indirizzata all’opinionista Sergio Romano dalle pagine del Corriere della Sera, rispecchia in sintesi la realtà anche se la scuola italiana costa molto e produce risultati insoddisfacenti.

Le polemiche di questi ultimi giorni sulla riforma Gelmini (o come la si voglia chiamare, provvedimenti?) stanno incentrandosi sulla questione dell’insegnante unico, e su aspetti disciplinari (voto in condotta, repressione del bullismo). E questo è fuorviante. Perché il problema va ben al di là di questi aspetti, nonché di quello, anche questo molto dibattuto, della precarietà della stessa condizione di precari, per così dire, di quanti oggi lavorano nella scuola. Elenco alcune conseguenze della riforma Gelmini che meritano attenzione e destano allarme.

1) Disoccupazione. Quante persone perderanno il lavoro? Certo, non solo i precari, ai quali peraltro è stata fatta balenare la prospettiva di un reinpiego nel turismo (quale turismo?). Gli insegnanti di ruolo(quanti? Alcune decine di migliaia?) dopo due anni di cassa integrazione, verranno licenziati. E inoltre: con una scuola che chiude i battenti alle 12,30, perderanno il lavoro anche gli addetti alla mensa e soffriranno perdite economiche le imprese che forniscono i pasti, con possibili se non probabili perdite di posto del lavoro di loro dipendenti. Anche molti addetti alle pulizie verranno licenziati.

2) Qualità dell’insegnamento: 4 ore di lezione al giorno, diminuite dalle ore settimanalmente riservate a lezioni di religione (cattolica) e di educazione fisica, con un solo insegnante tuttologo: un doposcuola, quando sarà possibile, ridotto a poco più di un parcheggio; cancellazione delle gite scolastiche (per la regola che 15 studenti vengano accompagnati da 2 insegnanti), con il loro potenziale di favorire l’apprendimento di nozioni di storia e di arte, o anche semplicemente di scoprire bellezze naturali.

3) Impossibilità di rispettare l’obbligo scolastico da parte di famiglie residenti in aree montane o di campagna, a causa della chiusura di scuole con un numero di allievi inferiore al numero previsto dalle nuove disposizioni: vogliamo chiedere a un contadino o comunque a persone che hanno un’occupazione in queste aree di percorrere decine di chilometri, trascurando il lavoro che dà loro reddito, per permettere ai figli di andare a scuola (si rimborserà loro la benzina almeno, se lo faranno?).

Si è partiti parlando di grembiulini e di voto in condotta per arrivare a una “riforma” che andrà a incidere negativamente sui comportamenti e sul reddito degli italiani, nonché e soprattutto sulla qualità dell’insegnamento dei loro figli? Indebolendo la scuola pubblica e nel contempo stanziando fondi per quella privata? Come spiegare che tutto ciò avvenga nel silenzio assordante del mondo politico, fatta eccezione per 2 o 3 interventi, ma solo in questi ultimissimi giorni di fronte al crescere delle manifestazioni di studenti? Mi è stato detto che sulla questione della chiusura delle scuole in zone montane e agricole la Lega Nord ha protestato. Non mi sembra che questa protesta abbia ricevuto la dovuta attenzione. Non mi risulta che la Lega abbia tentato di modificare il progetto Gelmini. E’ concepibile, giustificabile, che su un problema come la scuola il governo non senta la responsabilità di promuovere un largo dibattito pubblico o almeno consultare tutte le parti interessate, che queste ultime (soltanto alcune) siano state consultate quando mancavano solo 4 giorni alla presentazione del decreto in Consiglio dei Ministri, ma con l’avvertimento che comunque il decreto non era modificabile, e che un governo derubrichi le proteste degli studenti e dei docenti al rango di manifestazioni di gruppi di facinorosi, e che in nessun conto si terrà delle critiche perché in Parlamento “si hanno i numeri”? Davvero dobbiamo rassegnarci a sopravvivere in un paese inquinato da un male che qualcuno recentemente ha definito, pertinentemente, di analfabetismo civile?

giovedì 23 ottobre 2008

YOU'VE GOT A FRIEND

Ho imparato... che nessuno è perfetto.
Finché non ti innamori.
Ho imparato... che la vita è dura...Ma io di più!!!
Ho imparato...che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu...le prende
qualcun altro.
Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.
Ho imparato...Che bisognerebbe sempre usare parole buone...Perchè domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato... che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato...che non posso scegliere come mi sento...Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato... che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato perla vita.
Ho imparato... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna....Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato.... che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato...che è meglio dare consigli solo in due circostanze...Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato...che meno tempo spreco...più cose faccio.
E' la settimana dell' amicizia ...Dimostra ai tuoi amici che ci tieni. Manda questa e-mail a tutti i tuoi amici, anche se significa rimandarlo a chi te l'ha mandata....Se ritorna ..
Hai tanti buoni amici. Buona settimana dell'amicizia....

Luigi di Grazia

E’ un messaggio che ho ricevuto dall’amico Enzo Infante dalla sua casella di posta elettronica. Credo molto nel valore dell’amicizia, da sempre, più di ogni altro sentimento. Ho diviso con gli amici le gioie e i dolori della vita, le vittorie e le sconfitte politiche, i momenti di entusiasmo e quelli rabbia dallo scudetto alla retrocessione del Napoli. Non conosco Luigi di Grazia, mi auguro che chiunque legga queste parole, per un solo momento, getti via la maschera di duro e rifletta per un momento sulla cosa che maggiormente ci lega agli altri: “L’amicizia”.
Ad Enzo un ringraziamento speciale per la piacevole serata di Sabato 18 ottobre c.a., mi auguro altre cento di quelle serate.

martedì 21 ottobre 2008


Tra musica e magia

Non è facile commentare qualcosa che riguarda un amico. Immaginarsi se la persona di cui si parla contemporaneamente divide non solo l’amicizia, ma anche le idee politiche e il gusto per un mondo e per una tradizione di una Casoria che forse non c’è più. Comunque sia io penso fermamente che dove non riesce ad insinuarsi l’occhio dell’uomo qualunque, esce fuori la capacità di un’artista. Il creare suggestioni, sensazioni, emozioni, tutte legate ad un evento. Parlo di Enzo Marino. Non più solo eccellente artista che su questo blog alla vigilia dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, ad Enzo abbiamo dedicato degli auguri speciali per la mostra in Cina. L’artista Marino è passato alla seconda fase della sua arte: "Le storie", accompagnate da un elegante effetto audiovisivo. Il racconto, quasi mitico dell’esodo del Bisnonno di Enzo che, insieme alla moglie lascia Napoli per venire ad abitare a Casoria, dalle parole, recitate e bene interpretate da Gina, Fabrizia e Francesca, diventano poesia narrata e condita di colori e sapori napoletani. Io non sono un critico d’arte e non uso forse le parole più adeguate, ma con pochi mezzi ed un notevole gusto quella sera per me che, a Casoria ci vivo quasi da cinquant’anni, ha rappresentato un momento di magico. L’accompagnamento musicale ha fatto da colonna sonora. Le anticipazioni del Prof. Giuseppe Siano, docente di Semiotica dell’arte presso l’Università di Salerno hanno riempito il tutto del fascino culturale che la serata meritava. Bravo Enzo, bravo davvero, la cosa più importante per chi comunica arte, immagini, parole o musica è fare apparire semplici cose complesse. Penso che non sia stato facile e di meno lo sarà ripetersi. Ma conoscendo la caparbietà, le capacità, la versatilità ed il coraggio di questo piccolo grande uomo di Casoria sono convinto che di cose nuove ne vedremo e non mancheranno di stupirci. Grazie Enzo, grazie di tutto e sono convinto oggi che anche per un amico sia più giusto dire: "Grazie maestro".

giovedì 16 ottobre 2008


+ Scuola – Squola

Lavoro da vent’anni nella scuola; per altri venti ci sono stato da studente. Sono solo otto gli anni che, per motivi di lavoro, mi hanno tenuto lontano dalla scuola. Ne ho viste tante, dalla protesta studentesca degli anni ottanta, che ho vissuto personalmente con passione ed impegno, agli anni novanta della riforma Berlinguer, primo disastro ritocco giuridico all’impianto della scuola operato dal primo governo Prodi, per dovere di cronaca “I cicli scolastici e l’obbligo di frequenza fino a sedici anni”. Non passa molto tempo ed arriva la seconda riforma, quella del secondo governo Berlusconi operata della sig.ra Moratti “L’autonomia scolastica e i maggiori poteri ai Dirigenti scolastici, non più presidi”. Poi è arrivato di nuovo Prodi con il più antipatico ministro della Pubblica Istruzione che la storia ricordi, il medico, impegnato nel mondo dell’associazionismo e grande elettore dell’ex Margherita Fioroni. Cosa ci regala questo espertissimo chirurgo dell’insegnamento scolastico “ Di nuovo gli scrutini trimestrali”. Oggi, terzo governo Berlusconi, il massimo, Gelmini. Per chi non ne è a conoscenza, l’attuale Ministro della Pubblica Istruzione è un avvocato, che lo stalliere di casa Berlusconi presentò al Cavaliere. E’ un piccolo dettaglio chiarire che è oggi avvocato la sig.na Gelmini grazie ad un cambio di residenza. In pratica per diventare avvocato l’esame lo ha sostenuto a Reggio Calabria e non a Milano. Qualche motivo deve pur esserci. Mi chiedo, ma penso sia opinione comune che tanti mali provengono anche dall’incapacità, dell’ignoranza di alcuni amministratori cittadini che, senza offendere qualcuno, il diploma l’hanno conseguito in qualche scuola privata del circondario. Quello che dico è forse opinabile, ma penso che in posti di governo, cittadini o nazionali, debbano sedere oggi persone molto qualificate, anche se non specializzate. Quanto meno l’esperienza in quel ruolo che si riveste deve essere notevole. Da lavoratore della scuola, sono deluso dallo scempio degli ultimi anni e come tanti, troppi, rimpiango Giovanni Gentile ministro del primo governo Mussolini che in Italia nel 1921 promulgò una riforma così perfetta che è sopravvissuta fino agli anni settanta e oltre. Ci volevano Berlinguer, Moratti, Fioroni, oggi Gelmini, a farmi rimpiangere un ministro Fascista. Ma veniamo ai fatti nostri. Casoria perderà, grazie alla geniale riforma Gelmini, probabilmente, le scuole “Puccini” di Arpino e “Maglione” di Casoria La prima, non dimentichiamo, prima storica scuola media di Casoria, per non aver raggiunto il numero adeguato d’iscrizione. Non mi piace nell’occasione il pianto greco del Sindaco Ferrara e dell’assessore Pasquale D’Anna che ad occhio e croce dovrebbero essere d’accordo con la scelta procurata dalla riforma Gelmini, visto che rappresentano a livello locale il centrodestra. No, non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena. In alternativa, proporrei di obbligare i residenti all’iscrizione alle scuole della platea di cui si fa parte e vedranno i governatori di Casoria che, come per magia, ci sarà un’equa distribuzione delle iscrizioni sulle differenti Istituzioni scolastiche cittadine; a meno che non si vogliano proteggere le solite clientele di Istituti privati, laici o cattolici, che guarda caso proprio grazie alla Gelmini, avranno maggiore possibilità di iscrizioni e ragguardevoli finanziamenti. Oppure può darsi che la chiusura di alcuni plessi delle scuole medie cittadine possa togliere le castagne dal fuoco all’attuale amministrazione quale quella del Liceo Classico “Ghandi”, sempre alla ricerca di una sede più adeguata. Misteri della politica locale. Intanto, per dovere di cronaca:


Due rioni senza più aule Disagi annunciati per 730 allievi e tagli agli insegnanti Una petizione dei genitori

L’assessore: subito un incontro con i presidi per trovare insieme una soluzione

Il Mattino - 12/10/2008

Domenico Maglione
Casoria. La notizia si è diffusa in sordina ma avuto lo stesso l'effetto di un boomerang: i tagli alla scuola rischiano di fare perdere a Casoria due tra i più gloriosi istituti cittadini. L'amministrazione provinciale ha comunicato al Comune la soppressione a partire dal prossimo anno delle scuole medie «Cardinale Maglione» in via Pietro Nenni e «Puccini» in via Giotto, nella frazione Arpino-Cittadella. Entrambe hanno un numero di iscrizioni inferiori a 500 che rappresenta il requisito minimo per la costituzione di un istituto autonomo. La Maglione quest'anno ha raggiunto quota 350 mentre per la media Puccini le iscrizioni sono state 380: in entrambi i casi i numeri sono molto lontani da quelli previsti dalla normativa. «Si fanno le lotte sui numeri ma nessuno guarda con attenzione ai problemi reali degli studenti e delle loro famiglie: con la chiusura di queste scuole si costringono i ragazzi a sacrifici enormi, anche a frequentare le lezioni in aule situate a più di un chilometro di distanza dalle loro abitazioni, oltre a privare due rioni di un servizio importantissimo», dicono alcuni genitori che si sono immediatamente mobilitati lanciando una petizione popolare da inviare alla Provincia. Sulla problematica l'attenzione è massima e costante anche da parte dell'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Stefano Ferrara: «Stiamo valutando una serie di soluzioni per evitare qualsiasi tipo di difficoltà alla platea scolastica. L'idea è di formare istituti omnicomprensivi ma sulla situazione ovviamente ci confronteremo con i capi d'istituto delle scuole del territorio per trovare insieme una via di uscita», fa rilevare l'assessore alla Pubblica istruzione, Pasquale D'Anna. Mobilitato anche il presidente del distretto scolastico, Francesco Palladino: «E una problematica assai delicata: abbiamo già promosso un tavolo di concertazione per arrivare a una soluzione che possa accontentare tutti». La soppressione porterebbe ovviamente a un taglio anche del personale docente e non docente aggravando una crisi occupazionale che non risparmia più nessuno. La diminuzione del numero di iscrizioni, comunque, se in gran parte è scaturita dal decremento delle nascite in città è dovuta pure alle emigrazioni che ogni anno si registrano a causa dell'aumento dei costi dei fitti delle case e della mancanza di sempre maggiori servizi a Casoria. Sono molte infatti le famiglie che sembrano preferire vivere nelle zone dell'agro casertano, un territorio che in questi ultimi anni sta facendo registrare un'espansione continua. Ma per restare nell'ambito della scuola, a Casoria vanno registrati sempre gli atavici problemi del liceo Ghandi, un istituto alla ricerca di una sede idonea dove potere fare svolgere le lezioni senza ricorrere ai doppi turni o con disagi che diventano ogni giorno sempre più numerosi e difficili da risolvere.

Al di là delle considerazioni una notizia alla fine mi incuriosisce, nascono meno bambini, la gente scegli altre mete per vivere meglio e a Casoria, con una diminuzione del numero di abitanti, si costruiscono meno case. E’ come se in una famiglia normale nel momento in cui i figli diventano adulti e di conseguenza vanno via da casa, i genitori decidono di passare da una casa di tre stanze ad una di cinque con doppi sevizi con annessa cantinola, garage doppio posto e terrazza panoramica.
Socrate diceva che per essere dei buoni filosofi bisogna avere la capacità di stupirsi. Noi a casoria siamo destinati a raggiungere primati in materia.

sabato 11 ottobre 2008

Il sasso nello stagno -

Come accade spesso nella vita, quello che noi indichiamo attraverso l’impegno politico o di informazione, viene raccolto da altri più che dai diretti interessati. Ecco la sorpresa, si è tenuto il 7 ottobre un Consiglio comunale ad Afragola nel quale si è discusso della materia urbanistica della città. Non entro nel merito, la materia è davvero farraginosa, ma sul nuovo centro commerciale “I Normanni”, un approfondimento, penso sia necessario. Riporto l’intero articolo a firma del corrispondente locale de “Il Mattino”, Alessandro Urzì, evidenziando la parte che ci interessa.

È bufera tra maggioranza e opposizione sulle questioni urbanistiche. Un tema estremamente delicato, al quale è stato dedicato l’intero consiglio comunale di lunedì scorso. Il primo nodo da sciogliere: l’approvazione della variante per l’ampliamento del cimitero. «Una variante necessaria - secondo il sindaco Vincenzo Nespoli - perché si tratta di un progetto importante per la città», che «sfora - secondo i consiglieri Gennaro Giustino (Mpa) e Domenico Moccia (Pd) - la zona di rispetto». Ed è stato proprio questo argomento, insieme alla mancata acquisizione della Vas (valutazione ambientale strategica) ad accendere la miccia. A dare il via al confronto, il consigliere Giustino che, pur ribadendo la sua appartenenza alla maggioranza, ha criticato fortemente l’atto osservando che «l’ampliamento va ad invadere in parte delle particelle destinate alla zona F, secondo il Prg vigente, per cui sarebbe illegittimo» e che «l’istruttoria è incompleta, perché priva ancora dei pareri necessari per la valutazione di impatto ambientale». Di qui la richiesta di rinvio della votazione, per approfondimenti. Un discorso condiviso dal consigliere Moccia, secondo il quale «non si può approvare una variante se priva della Vas, altrimenti si incorrerebbe in un no da parte della Provincia», ente deputato a dare l’ok sui progetti urbanistici dei Comuni. Ma a parte queste questioni tecniche, l’opposizione con lo stesso Moccia e con il consigliere socialista Pasquale Grillo, ha puntato il dito sulla «trasparenza degli atti e il rispetto delle regole», ricordando, insieme al consigliere Giustino, che «la pubblicazione del progetto preliminare, approvato nell’agosto scorso, è avvenuta in silenzio, e in gran fretta, per evitare che sul progetto si sviluppasse un confronto costruttivo anche da parte dei cittadini. Tanto è vero - ha aggiunto Moccia - che le uniche osservazioni sono state effettuate solo da consiglieri comunali». Tutte problematiche, sulle quali il sindaco ha replicato, sostenendo che «vede nelle osservazioni dell’opposizione un tentativo per allungare i tempi dell’approvazione e che la questione della zona F è un mero errore di mappatura». Dopo un ampio confronto sugli aspetti tecnici si è addivenuti alla proposta del sindaco-senatore Nespoli di «rinviare, per consentire chiarimenti ed approfondimenti sui vari aspetti tecnici, l’approvazione della variante». Intanto, sono state approvate le modifiche allo statuto comunale, con il voto contrario dell’opposizione e del consigliere del Mpa, Giustino, che ha confermato il no espresso nella seduta precedente. A margine del Consiglio, su invito dello stesso consigliere Giustino, il sindaco ha illustrato le problematiche riguardanti la realizzazione del centro commerciale «Le fragole» ora «I normanni», spiegando che «nell’ultimo incontro con gli investitori ha ribadito che l’autorizzazione potrà essere concessa solo se ci sarà un ristoro per la città, attraverso la realizzazione di opere pubbliche, con costi a carico del nuovo centro».

Per concludere: la vicinanza con il Carrefour, Il limite di confine con la città di Casoria per le infrastrutture che, non dimentichiamo devono essere realizzate dai proprietari del Centro Commerciale, il maggior numero di auto in circolazione, quindi più traffico tra Casoria ed Afragola in località Cantariello ed altre di minor peso, rendono necessario un approfondimento che immagino sia già nell’agenda del Sindaco di Afragola Enzo Nespoli.

mercoledì 8 ottobre 2008


La finestra sul cortile 8 - Casoriambiente


Proporrò una discussione in seguito ai risultati del sondaggio a lato, per ora l'articolo della cronaca del Consiglio comunale per la ricapitalizzazione della Società a prevalente capitale pubblico Casoriambiente.


Il Mattino 28/09/2008


Casoria ambiente, è scontro

La questione nell’assise cittadina L’opposizione: il Comune prenda la gestione diretta


DOMENICO MAGLIONE Casoria. «È una società fallimentare che non può più operare colmando le perdite ai danni dei contribuenti ai quali, puntualmente, viene aumentata la tassa dei rifiuti». Il gruppo di «Sinistra critica» si oppone alla ricapitalizzazione di «Casoria ambiente spa», la società che si occupa della pulizia della città. Il Comune dovrebbe mettere mano al portafoglio e sborsare 250mila euro per pareggiare l'uscita dalla società mista del consorzio «Geo Eco 2» che detiene il 25,23 per cento delle azioni. «La società è in perdita da tre anni e continuare di questo passo significa avviarsi al suicidio finanziario - dice Gennaro Laudiero, consigliere comunale di Sinistra critica - Per risparmiare i costi di gestione e ridurre la tassa a carico dei cittadini è opportuno valutare una gestione diretta del servizio da parte dell'ente locale». La proposta verrà lanciata nel prossimo consiglio comunale, già convocato per martedì mattina, nel corso del quale l'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Stefano Ferrara presenterà un "bilancio" della società mista di cui fa parte, anche se con appena il 2 per cento delle azioni, pure il Comune di Casavatore. «C'è poco da discutere: per riparare la semplice foratura di una ruota di un autocompattatore sono stati spesi 95 euro e questo è l'esempio più eclatante di una gestione poco oculata di quella società", conclude Laudiero. Ma l'amministrazione lotterà per la ricapitalizzazione, da votare magari già nella prossima assemblea cittadina. «Fermo restando che vigileremo in maniera più attenta e assidua sulla gestione della società per evitare ulteriori disastri e provvedendo alla riforma dello statuto dell'azienda con il rinnovo pure del consiglio di amministrazione», fa rilevare il primo cittadino. Ma se anche il Comune di Casavatore uscirà dalla società partecipata, come sembra, l'ente locale di Casoria verrebbe ad avere il controllo azionario totale. «E per legge questo non è consentito», sottolineano i consiglieri di minoranza. Per la verità l'amministrazione comunale lavora intorno anche ad una cordata di imprenditori casoriani interessati a rilevare le quote del consorzio «Geo Eco 2» ma l'iniziativa è tutta in una fase embrionale. Una cosa è certa: il momento per l'azienda è delicato e superare le lotte tra i partiti e i veti incrociati in questa fase è fondamentale per garantire il posto di lavoro ai 150 dipendenti. «Bisogna approntare una riorganizzazione del servizio e lavorare soprattutto per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali senza scelte scellerate, inopportune ed economicamente svantaggiose come quelle delle 14 assunzioni a tempo determinato effettuate durante il periodo estivo senza una logica di trasparenza e di legalità amministrativa», fanno rilevare i rappresentanti di Sinistra critica.












venerdì 3 ottobre 2008

Termo - affari

L’agenzia ANSA ha pubblicato un’intervista all’on. Franco Barbato dell’I.d.V.
che ha dell’incredibile. In sintesi, non ancora si deve procedere al completamento della fase prove tecniche del primo Termovalorizzatore di Acerra; non ancora si deve mettere la prima pietra ai cantieri di altri tre termovalorizzatori campani che già se ne programma un altro. Scendo nel dettaglio e non la faccio lunga su quest’argomento. Dietro questo spasmodico interessamento diretto del premier Berlusconi per i rifiuto della Campania, a mio giudizio, c’è puzza di bruciato, manco a dirlo. Mi sorge a tal proposito un dubbio: ma vuoi vedere che, come denuncia da qualche tempo parte del mondo legato all’ecologismo serio, non il partito dei Verdi, Berlusconi in accordo con Bassolino vuole creare in Campania le condizioni per un’industria della Mondezza. Vuoi vedere che dietro questa gfrande campagna mediatica, qui in Campania in parole povere ci vuole regalare i rifiuti di tante altre regioni italiane?
Se questo è lo scopriremo presto. Intanto dico che ogni persona dotata di buon senso e di amor proprio, civile, dovrebbe essere in campo a sostegno di chi ha scoperto l’ inciucio. La vergogna, per l’accoppiata immorale B&B (Bassolino-Berlusconi) è come il pozzo di San Patrizio, non ha fine.

Rifiuti: Barbato, quinto termovalorizzatore è provocazione
ANSA
Napoli 1 ottobre 2008

L'annuncio del premier sulla necessita' di un quinto termovalorizzatore in Campania, che fonti localizzerebbero addirittura nel territorio di Taverna del Re a Giugliano, una zona gia gravemente compromessa, rappresenta una vera e propria provocazione e uno schiaffo ai cittadini che lottano per difendere il proprio territorio. Lo dice, in una nota, il parlamentare dell'Italia dei Valori Franco Barbato, replicando a quanto affermato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Napoli.La verita - ha aggiunto Barbato - è che le grandi lobbies economiche vogliono solo fare soldi sulla pelle dei cittadini attraverso l'infernale meccanismo degli incentivi statali agli impianti di incenerimento. Numeri alla mano, gia quattro termovalorizzatori sono estremamente sovradimensionati rispetto alla produzione di rifiuti della Campania, figuriamoci cinque.Peraltro - ha proseguito il parlamentare - di sola acqua necessaria per il raffreddamento e la manutenzione di una tale impiantistica, come segnalano autorevoli pareri, occorrerà una portata di acqua pari a non meno il 10% del fabbisogno idrico di una città come Napoli. Berlusconi - ha concluso Barbato - vuole dunque legalizzare un enorme scempio sulla pelle dei cittadini e dell'ambiente.
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Davvero non ci sono parole, speriamo in quelle del grande Eduardo della Napoli Milionaria: "Addà passà à nuttate".















mercoledì 1 ottobre 2008





La finestra sul cortile 7 - Dramma lavoro? No, dramma politico

Non so quante persone abbiano letto l’articolo a firma di Domenico Maglione dalle pagine de “Il Mattino” ieri, che riportava la sintesi del Consiglio comunale di lunedì 30 settembre. Motivi di perplessità sorgono spontanei. Le dichiarazioni, vaghe e fumose, la solita melassa, le solite foto di disperati alla ricerca di un lavoro o di occupazione, scegliete voi. Mi soffermerei comunque sulle dichiarazioni del Consigliere Tommaso Casillo:

ex assessore comunale;
ex Consigliere regionale;
ex Assessore Regionale;
ex Vice Presidente dell’assemblea regionale;
ex Senatore della Repubblica;
ex Sottosegretario dell’ultimo governo Prodi;
Candidato a Sindaco alle passate elezionio amministrative;
attuale Vicepresidente del Consiglio comunale.

«È la maggioranza a doverci proporre le idee sulle quali lavorare e magari dialogare. Sarebbe interessante sicuramente creare, comunque, un assessorato al lavoro per meglio monitorare poi, attraverso una commissione composta dai rappresentanti di tutti i partiti, la problematica in maniera costante». La proposta per la creazione di un assessorato al lavoro è comunque degna di approfondimento, lo dico perchè sono stato molto vicino politicamente al Sen. Casillo e mi verrebbe da chiedergli: come mai questa brillante idea di istituzionalizzare all’interno di una Giunta comunale e rendere partecipa la politica su temi legati al lavoro non l’abbia avuta quando si era alla vigilia dell’apertura dell’Ucicinemas, di Decatlon, di Emmelunga, di Mediaworld, di Megawatt, del passaggio degli LPU alla raccolta differenziata, delle assunzioni in Casoriambiente, nel Palacasoria, etc., etc.?

Dramma lavoro, Consiglio al bivio

Casoria: il dibattito sulle proposte è stato seguito da centinaia di disoccupati

Il sindaco Ferrara: non ho assi nella manica ma lavoreremo nell’interesse della comunità


DOMENICO MAGLIONE 30/09/2008


Sviluppo e lavoro: ancora una giornata di tensione in città ieri mattina con decine di disoccupati a presidiare, ma in maniera assai corretta, il consiglio comunale. L'oggetto dell'assemblea cittadina d'altronde era di quelli delicati e li riguardava da vicino: si discuteva della difficile problematica occupazionale sul territorio. E le proposte per uscire dall'empasse non sono certamente mancate: un tavolo tecnico con esperti universitari e una commissione di politici per valutare la possibilità di incrementare gli spiragli lavorativi. L'amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Stefano Ferrara, annunciava pure il varo di un atto deliberativo che favorisce economicamente le aziende, soprattutto edili, che utilizzano risorse umane locali. «Non ho assi nella manica né riserve mentali o preferenze: sento forte la responsabilità del ruolo e tento di dialogare al di là di ogni schieramento o ideologia politica con qualunque gruppo nell'interesse esclusivo dei senza lavoro - ha detto il sindaco - Uscire dall'empasse si può se l'obiettivo da raggiungere diventa comune a tutti ma bisogna agire senza ipocrisie per non continuare a sbagliare». E ha concluso il primo cittadino:
«L'unica cosa certa è che il Comune non è un ufficio di collocamento». Gennaro Laudiero, consigliere comunale di Sinistra critica ha invitato a lavorare sulla problematica occupazionale chiedendo un'attenzione maggiore sul recupero delle aree dismesse: «Siamo pronti a confrontarci a patto che si operi in maniera concreta per il lavoro e lo sviluppo e non per il business». D'accordo anche Pasquale Fuccio (Ds) che ha aggiunto: «Sul problema-lavoro bisogna andare aldilà delle generiche e buone intenzioni del centrodestra: la risposta concreta non può e non deve essere quella di dare occupazione solo a fratelli, nipoti e amici degli amici». Assai critico con le passate gestioni di centrosinistra, invece, Sergio D'Anna (Pdl): «Il centrodestra non ha la bacchetta magica per risolvere i difficili problemi occupazionali ma è pronto per proporre un metodo di studio e dialogare per trovare importanti spiragli di lavoro. Se i centri commerciali cittadini purtroppo hanno portato solo traffico e poca occupazione, la colpa è sicuramente di una classe politica che negli ultimi 15 anni è stata praticamente inesistente». Moderato l'intervento del consigliere Pasquale Pugliese (Partito socialista): «Bisogna evitare di cadere nella rissa politica: siamo pronti al confronto sul lavoro». Un concetto che il socialista Tommaso Casillo ha chiarito ulteriormente: «È la maggioranza a doverci proporre le idee sulle quali lavorare e magari dialogare. Sarebbe interessante sicuramente creare, comunque, un assessorato al lavoro per meglio monitorare poi, attraverso una commissione composta dai rappresentanti di tutti i partiti, la problematica in maniera costante».

Resistere, resistere, resistere, non mi viene nient’altro da dire.