CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


venerdì 27 giugno 2008

ROM O NO ROM QUESTO E’ IL DILEMMA

Sulle questioni legate all’immigrazione clandestina e più specificatamente de3l problema ROM, ci sarebbe da parlare anni interi. La stessa Casoria, il problema l'ha con una certa dose d’inquietudine. I campi ROM del Cantariello e di Via Lufrano, la soluzione del campo ROM “Attrezzato” di Via Capri nato dall’accordo di programma tra la Commissione Straordinaria Prefettizia di Casoria, gli Assessori provinciali D’Aimmo e Pugliese, quest’ ultimo eletto nel nostro collegio, sono problemi ancora in agenda a Casoria.
Personalmente ero contrario alla costruzione del campo ROM, per tanti motivi; alcuni li esposi in una seduta del Consiglio comunale che convocato in via straordinaria discusse il problema “ROM” nel 2004.
Sull’argomento, da apprezzare il decisionismi di Maroni, visto anche l’incalzare di un’opinione negativa in Italia verso i ROM.

Dal quotidiano “la Repubblica” del 26.06.2008


Il ministro Maroni (Lega) ipotizza di prendere le impronte anche ai minori rom"come garanzia per la tutela dei loro diritti". Polemica con l'Unicef


Impronte nomadi, Garante privacy"Rischio discriminazione"


Pizzetti scrive ai prefetti di Roma, Milano e Napoli per avere spiegazioniFinocchiaro: "E se invece che bambini rom scrivessimo bambini ebrei?"


ROMA - Prendere le impronte ai minorenni rom può essere una pericolosa "discriminazione". Lo dice il Garante per la privacy Francesco Pizzetti che stamani ha riunito l'organismo di controllo, ha valutato notizie e dichiarazioni che circolano da ieri, e ha deciso di convocare i supercommissari per l'emergenza rom, cioè i prefetti di Roma, Milano e Napoli. Milano, soprattutto, dove il prefetto Gian Valerio Lombardi ha avviato da un paio di settimane la schedatura dei rom che vivono in campi rom per avere la lista dei nomadi che possono sostare nei campi. Il Garante per la protezione dei dati personali ritiene che la rilevazione delle impronte digitali anche dei minori, "pur nell'ambito dell'attività di identificazione e di censimento delle comunità di nomadi", potrebbe coinvolgere "delicati problemi di discriminazione che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori". Ecco perché è necessario ascoltare i tre supercommissari che da settimane stanno eseguendo la direttiva del ministro Roberto Maroni. I dubbi del Garante riguardano in generale l'attività di acquisizione dei dati personali nei campi rom nei confronti di adulti e minorenni. Pizzetti ha già scritto ai tre prefetti chiedendo di sapere e capire le modalità di acquisizione, tempi di conservazione e finalità della raccolta dei dati. E' un censimento o una schedatura? La differenza lessicale è minima. Quella sostanziale può essere un abisso. Anche stamani, dopo averlo spiegato per la prima volta ieri davanti al Parlamento tracciando le linee programmatiche del suo dicastero, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha ripetuto che il governo andrà avanti fino in fondo sul tema della sicurezza, in particolare sui nomadi: "Non ci faremo impressionare o fuorviare da chi esprime giudizi e conosce poco questa terribile realtà che fa dell'Italia uno dei Paesi più arretrati al mondo". Identificare, per altri schedare, e prendere le impronte ai minori è - secondo il ministro - "una norma che punta al superamento dell'emergenza nomadi", una realtà per cui "i bambini vivono nei campi in mezzo ai topi". il nesso causa-effetto tra topi e impronte digitali sfugge un po'. Maroni lo spiega così: sapere chi sono i minori rom, quanti sono, dove vivono e con chi è il fondamento "per rispettare il loro diritto all'infanzia" e dire basta ad abusi e sfruttamenti, anche quelli a cui li sottopongono i genitori. Un altro intendimento del ministro, infatti, è quello di togliere la patria potestà a chi manda i figli a rubare o a chiedere l'elemosina. Anche solo a vendere rose. "Del resto - ha aggiunto Maroni - nel 2007 l'allora ministro Rosi Bindi disse che occorreva difendere i minori anche ricorrendo alla rilevazione delle impronte digitali". Le spiegazioni del titolare del Viminale non convincono. I diritti dell'infanzia prima di tutto. "Ma cosa succederebbe se invece che bambini rom scrivessimo bambini ebrei?" è la provocazione di Anna Finocchiaro. "Quali sarebbero le reazioni e le considerazioni? - aggiunge la presidente dei senatori del Pd - Credo proprio che il ministro Maroni debba riflettere bene prima di fare certi annunci". Fare liste è sempre pericoloso. Chi garantisce sull'uso legittimo di quelle liste? Contrari in blocco i Radicali: "Censimento è una cosa, prendere le impronte un'altra. Non ci stiamo" dice Rita Bernardini. Con Maroni si schiera compatto il Pdl, da Maurizio Gasparri (An) a Gabriella Carlucci (Fi), vicepresidente della Commissione Infanzia. D'accordo anche un tecnico come Simonetta Matone, ex presidente del Tribunale dei minori di Roma e ora capo di gabinetto alle Pari Opportunità. Quattro eurodeputati di Rifondazione comunista interrogano la Ue sulle ultime iniziative del governo italiano. Le suore missionarie comboniane consegnano addirittura un comunicato per dire che "lungi dal servire e difendere i piccoli zingari, la proposta ha il sapore del razzismo etnico, una sorta di moderna stella gialla che classifica da subito come delinquenti i bambini zingari". Polemica a distanza tra Maroni e Unicef. Il ministro accusa, in generale ma tra questi anche l'Unicef, i soliti ben pensanti che si scandalizzano per le impronte ma lasciano i bambini rom a vivere tra i topi. Secca la replica di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia: "Non si può, per proteggere i bambini, violare i loro diritti fondamentali. Non dobbiamo criminalizzare le vittime. Dobbiamo invece colpire chi abusa e sfrutta i bambini".

martedì 24 giugno 2008


Giustizia – Informazione – Legalità

E’ da anni che da uomo impegnato in politica, come tanti, cerco non di capire il fenomeno Berlusconi, senza giudizi sommari. Me ne sono fatto una ragione. Ma è il solo degno d’attenzione? Ultimamente, due movimenti politici sganciati dalle ideologie del 20° Secolo, La Lega Nord e L’Italia dei Valori, hanno conquistato consensi e spazi d’opinione, catturando voti dal popolo di sinistra: da Rifondazione ai Verdi, dai Comunisti di Diliberto alla Sinistra Democratica di Mussi e Salvi. In seguito alla scelta di coerenza di Borselli, è scomparso anche il Partito Socialista; i Radicali di Emma Bonino hanno un numero di parlamentari da delegazione di rappresentanza (quattro senatori - otto deputati).
Sono cambiati i modelli di riferimento, non più le ideologie ma uomini e idee che esprimono. La Lega Nord e l’Italia dei Valori sono gli interpreti che maggiormente esprimono questo sentimento politico, la Lega oggi al governo avrà la difficoltà delle scelte impopolari, l’Italia dei Valori, dopo la scelta suicida di Veltroni e del Partito Democratico di esprimere un’opposizione “Morbida”, con l’assenza delle sinistre: riformista, critica, antagonista, occuperà spazi ancora maggiori d’opinione.
L’Italia dei Valori ha scelto, come nel titolo. Tre campi d’azione:

Giustizia – in difesa della magistratura

Informazione - contro il decreto salvaretequattro

Legalità - denuncia al parlamento dei gradi di collusione tra politica e camorra per i rifiuti in Campania.

Da “Il Riformista” del 24.06.2004

L’ORA X DI TONINO

«Un grappolo di referendum». Dalle leggi ad-personam al salva Retequattro, dalle intercettazioni al patteggiamento allargato, passando per i costi della politica. Alla conferenza programmatica dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro lancia la sua collezione referendaria autunno-inverno. «Ci sarà un’ora X: dobbiamo essere pronti perché quando scatta noi avremo raccolto tutte le firme necessarie. Prima che gli altri capiscano...». Per i quesiti su cui Di Pietro vuol «far pronunciare i cittadini» ci sarà da attendere fino al 13 settembre. Il Pd, in prospettiva delle Europee, comincia a temere l’Idv. Mentre l’ex pm strizza l’occhio ai temi leghisti e preannuncia un sostegno al federalismo fiscale.

venerdì 20 giugno 2008

La finestra sul cortile - N° 1

Nel commentare il primo Consiglio comunale dell'Amministrazione Ferrara, avevo precisato che da settembre mi sarei riservato di curare una rubrica dal titolo "La finestra sul cortile". Le cose invece sono andate diversamente da come immaginavo. Vista la situazione, mi corre l'obbligo di anticipare i tempi e per dovere di cronaca farò un pò il punto della situazione.

Elezioni comunali del 13-14aprile:
centrosinistra 52,5% - centrodestra 42,8%, netta la vittoria dei partiti di centrosinistra.

Ballottaggio del 28 aprile:
Stefano Ferrara (centrodestra) 57% - Tommaso Casillo (centrosinistra) 42%, altrettanto netta la vittoria di Ferrara.

Geografia del Consiglio comunale:

16 consiglieri comunali al centrosinistra;

13 consiglieri comunali al centrodestra;

01 consigliere comunale alla sinistra critica;

Sindaco (centrodesra) 13 consiglieri, centrosinistra 16 consiglieri, sinistra critica 1 consigliere.

Primo Consiglio comunale -12 giugno:

centrosinistra 14 consiglieri comunali;

13 consiglieri comunali al centrodestra + 2 consiglieri comunali provenienti dal centrosinistra = 15 consiglieri per il centrodestra;

1 consigliere comunale alla sinistra critica.

Secondo Consiglio comunale - 19 giugno 2008:

14 consiglieri comunali centrosinistra;

13 consiglieri comunali al centrodestra + 2 consiglieri comunali provenienti dal centrosinistra = 15 consiglieri comunali - 2 consiglieri comunali che si dichiarano in dipendenti= 13 consiglieri comunali;

01 consigliere comunale della sinistra critica.

Siamo punto e a capo.

Per opportune verifiche da "Il Mattino" del 20 giugno 2008.

DOMENICO MAGLIONE Casoria. Il centrodestra trova l'intesa per votare il presidente del consiglio comunale e consentire al sindaco di nominare altri due assessori ma è ancora lontano da un accordo che possa fare decollare l'amministrazione comunale guidata da Stefano Ferrara. I «maldipancia» all'interno della Pdl sono forti: i consiglieri Scancariello e Navas si sono dichiarati indipendenti mentre Fortunato Polizio ha lasciato la carica di capogruppo. Nonostante ciò, ieri, però è stato eletto, in seconda convocazione, il «numero uno» dell'assise cittadina: si tratta di Gennaro Nocera (Pdl) mentre gli altri due assessori, che si aggiungono ai quattro scelti la settimana scorsa, sono Michele D'Anna, presidente dell'Ascom e fratello del consigliere Sergio D'Anna di Forza italia, al quale va la delega agli Affari generali, e l'avvocato penalista Raffaella Iodice che si occuperà delle Attività produttive. Distribuite anche le cariche per gli altri assessori: Ernesto Valiante si occuperà dei Lavori pubblici, Marco Capparone della Polizia municipale, Pasquale D'Anna della Pubblica istruzione e Pietro Iodice dell'Ambiente. Il primo cittadino, intanto, per completare la squadra che lo affiancherà nella gestione della città, sembra intenzionato a nominare almeno altri tre assessori. Uno, appare certo, sarà Carlo Tizziani, che oltre alla delega di vicesindaco si occuperà anche di Politiche sociali. La sua nomina sarebbe ritardata soltanto da problemi personali. «Entro la fine del mese sarà però tutto a posto», assicura Tizziani che per legge sarà costretto a dimettersi da consigliere comunale (è il secondo eletto nell'Udc, ndr) facendo subentrare al suo posto Francesco Saverio Trojano, già presidente del consiglio comunale e assessore per il partito socialista che ha poi abbandonato per passare con lo schieramento che fa capo a Pier Ferdinando Casini. Un'incognita, al momento, sono gli altri due nomi che completeranno la giunta. Intanto, Fortunato Polizio (Fi), il più votato in assoluto alle ultime amministrative, si è dimesso in maniera polemica da capogruppo del Pdl e «aspetta di confrontarsi nelle sedi competenti puntando sui contenuti del programma e sul raggiungimento degli obiettivi elettorali». Scancariello, invece, sembra si sia dichiarato indipendente perché in disaccordo sulla formazione dell'esecutivo mentre a Navas non sarebbe andata già la riconferma di Luigi Iovine a comandante facente funzioni della polizia municipale. «Iovine non è mai stato trasferito: c'è un avviso pubblico, comunque, per la scelta dei dirigenti comunali, tra cui anche quello di comandante, che scade il 26 giugno», precisa il sindaco.

Ricapitolando:

Sindaco minoritario 13 erano prima - 13 sono adesso);

Vicesindaco (Tizziani), impedito da problemi personali;

Capogruppo PDL (Polizio), dimissionario;

due consiglieri comunali PDL (Navas e Scancariello) indipendenti.

Quando si dice che i numeri non sono tutto.

mercoledì 18 giugno 2008

Cornuti e mazziati


"E in questa sede", dice il capogruppo leghista Roberto Cota, "potrebbe essere limato l’accordo che, su richiesta del Carroccio, prevede che sia la Regione Campania a rifondere allo Stato in vent’anni i soldi spesi per l’emergenza". Anche il relatore del provvedimento, Agostino Ghiglia, Pdl, fa sapere che "Si metterà a punto una riformulazione che coinvolga tutti i comuni inadempienti".
Il Mattino - 18.06.2008

Insomma, per spiegarla in breve la Lega nord chiede che a pagare l'intervento straordinario del governo nazionale per l'emergenza rifiuti in Campania, sia l'ente Regione, di conseguenza noi cittadini.
Il relatore PDL alla Camera de Deputati precisa che faranno l'impossibille perchè siano i comuni inadempienti a pagare di più.
In questa speciale classifica di sicuro Casoria sarà in pool position.
La sinistra campana in parlamento tace, è chiaro, vista la faccia tosta di Antonio Bassolino e delle responsabilità che ha nella faccenda "Rifiuti", cosa avrebbero da rimproverare i vecchi compagni dei DS e i nuovi amici del PD a colui che li ha fatti campare da nababbi negli ultimi quindici anni, chiamare i compagni Salvi e Villone per approfondimenti.
Una domanda mi piacerebbe porgerla agli onorevoli leghisti in parlamento: "Ma non vi vergognate di rappresentare industriali che, pur di risparmiare, pagavano ditte legate alla camorra per seppellire, magari sotto un frutteto, rifiuti di ogni genere, tossici, radioattivi, in Campania, provenienti dal civilissimo e pulitissimo Nord Italia?
Dovrà essere ancora una volta il cittadino onesto o fesso, scegliete voi, a farsi carico di questo nuovo balzello. Non bastava avere le aliquote più alte di I.C.I. - T.A.R.S.U. - addizionale regionale - addizionale comunale - Tassa Acqua - Assicurazioni Auto e moto - Benzina etc.?
Proporre che siano i cittadini a pagare è comunque un atteggamento camorristico, è chiedere il pizzo, a chi non può dire di no, perchè onesto o fesso, scegliete voi.
Si vergognino i signori della lega del nord e questi i pezzenti della sinistra napoletana per quello che sta accadendo e per le soluzioni che escono fuori da Roma e da Napoli, offendono la Campania, l'altra Campania, quella serie, onesta e laboriosa.
Chi deve pagare sono i responsabili di questo scempio, le ditte legate ai clan che trasportano, le industrie del nord che incaricano, i politici, i tecnici, i manager, i dirigenti e consulenti, che hanno rubato, a Roma e a Napoli, al goverbo o nel Commissariato per "Lemergenza rifiuti".
Invece di pagare i cittadini campani, dovrebbero essere risarciti per i danni morali e materiali, di immagine e di coscienza civile.
Sotto questi cumuli di immondizia che vediamo e viviamo ogni istante della nostra quotidianetà, è stata seppellita l'ultima speranza di una vittoria della civiltà sulle tante barbarie che esistono a Napoli.
Quello che accade nei palazzi romani è il riconoscimento di questa sconfitta.
Più di due secoli fà, il più grande intellettuale del 700, Ghoete, visitò l'Italia ed anche Napoli, nel libro che racconta questo viaggio egli scrive una frase che suona da allora come una maledizione per noi napoletani:

"Napoli è un paradiso abitato da demoni".

Esagero? Mi piacerebbe ascoltare la vostra coscienza in questo momento.




martedì 17 giugno 2008

La finestra sul cortile - premessa

Giovedì 12 giugno 2008 si è tenuto il primo Consiglio comunale dell’amministrazione Ferrara.

Non ho assistito al dibattito di persona, ma ho letto l’articolo di Leandro Sgueglia dalle pagine del settimanale Casoria2 domenica 15 giugno 2008.
Preannuncio subito che da settembre curerò una rubrica che titolerò “La finestra sul cortile”.

I temi trattati non saranno le liti da pollaio che il titolo ispira, ma prendendo spunto dal celebre film di Alfred Hitchcock e della magistrale interpretazione del grande James Stewart, cercherò di rendere comprensibili a chi leggerà, cose inspiegabili che accadono in politica a Casoria. L'osservatorio non sarà come nel film una poltrona dalla quale infortunato guardo quello che avviene attraverso i vetri della finestra che affaccia sul cortile di casa, ma questo blog, Casoriainrete.
Certo, proponendo un assaggio, qualche riflessione sulla prima seduta consiliare. L'inizio non è dei più confortanti se partiamo dalla scheda non votata dal consigliere Mauro Ferrara e che in sua assenza qualche furbetto ha riposto nell’urna (dichiarazioni dell'interessato).
Certo una riflessione viene spontanea, nel giudicare alquanto precoce la scelta dei consiglieri Mauro Ferrara e Giovanni Del Prete di dichiararsi indipendenti dal gruppo Socialista di Tommaso Casillo già alla prima seduta.
E' naturale immaginare che una scelta come dire di "Responsabilità", avviene dopo aver ascoltato il programma del Sindaco, dopo il completamento della squadra di governo, dopo che il gruppo politico d’appartenenza non si dichiari contrario allo stesso atteggiamento di "Responsabilità, per il bene della città” dei Ferrara e Del Prete.
Qualche perplessità anche sulle affermazioni del Sindaco Stefano Ferrara indirizzate al capogruppo del Partito Democratico Pasquale Fuccio.
Egregio Sindaco, è un diritto del consigliere comunale: dissentire, contestare, protestare, denunciare e se è il caso abbandonare l’aula, come ha fatto il consigliere Fuccio. E' un comportamento estremo, in risposta ad una condizione di mancanza di rispetto verso l'opposizione, in particolare se i motivi dell'uscita dall'Assise civica del consigliere non è dettata da motivi personali, ma esercitata insieme ad altri consiglieri. I dubbi procedurali sulla proposta di terza votazione per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale sono un motivo più che legittimo a mio modesto giudizio.
Casoria, è vero, ha bisogno di un periodo di normalità, di serenità, nel quale la politica, l’opinione, la società, scrivano una nuova pagina dell’etica e delle regole di buona convivenza civile, ma senza furberie, senza sconti, senza interessi personali e innanzitutto senza percorsi preferenziali.
Da buon intenditor poche parole.

venerdì 13 giugno 2008

La politica funziona male e la civiltà?

La Ditta ASTRALPOOL si occupa di vendita di piscine ed è ubicata nelle adiacenze dell'Acciaierie del Sud in Via Diaz a Casoria, in prossimità dell'incrocio che divide Via Duca d'Aosta e Via Nazario Sauro. Spesso passo davanti all'ingresso, ed ho notato una sorta di ostinazione da parte dei residenti delle Vie citate, verso i titolari della ditta ASTRAPOOL. Intanto dico questo perchè gli interventi di pulizia almeno due volte vi sono stati, ma penso che sia del tutto inutile parlare male della politica e delle istituzioni in generale, se il comportamento o il senso di civiltà di ognuno non prevalga verso qualsiasi forma di angheria. Certo, condivido le proteste spesso legittime dei cittadini; ma creare difficoltà a chi lavora, determinare la chiusura di un'attività, mostrare una tale insensibilità nei confronti di cittadini onesti e vittime come tutti di questo scempio ambientale dei rifiuti mi fa venire voglia di concludere con una citazione:
"Sia l'oppresso che l'oppressore sono privati entrambi della loro umanità".
In questo caso è opportuno precisare: "Della loro civiltà".

giovedì 12 giugno 2008

Requiescant in pacem

Riposa In pace. A Casoria questa frase tanto famosa, rappresenta un drammatico eufemismo. Non si nasce più a Casoria, seppure l’ampliamento dell’Ospedale dei Camilliani era vincolato all’attivazione del reparto neo natale. Non si vive più a Casoria, grazie al traffico, alla spazzatura, alla sicurezza che non c’è. Non si muore in pace, vista la situazione del Cimitero, oramai saturo. Chissà perché dalle nostre parti le emergenze non si risolvono mai, semmai si trasformano in tragedia. Immaginate l’odissea di coloro che già affranti dalla morte di un loro caro, devono girovagare i vari cimiteri del circondario per elemosinare una fossa dove interrare la salma. C’è una sola frase per questa situazione o emergenza: “Che schifo”, nel vero senso della parola, verso i responsabili, quelli che si sono arricchiti, quelli che hanno mal governato, quelli che hanno speculato, quelli a cui spettava il controllo e non ne sono stati capaci, quelli che pur sapendo hanno taciuto. E pensare che ancora oggi qualche papavero politico, passato o trapassato, si vanta delle opere pubbliche che in questa città ha realizzato nell’epoca in cui deteneva il potere assoluto, una domanda corre d'obbligo: "Come mai, da trent'anni ad oggi, non si è mai pensato di costruire un Cimitero comunale sul territorio di Casoria, visto che quello Consortile è sul territorio di Arzano?
Forse il problema “Cimitero” per i signori locali non ha rappresentato mai una priorità perché proprietari di una Cappella familiare, cosa che non è per tutti i mortali o per tutte le tasche.
In questa città l’ultimo atto della vita di un essere umano rappresenta oggi per molti, l’ultimo schiaffo, l’ultima offesa, l’ultima umiliazione ed in tanti casi l’unica eredità nei confronti di chi resta.

martedì 10 giugno 2008

A proposito di Barbato

Io non so quanti tra Deputati e Senatori, a nemmeno un mese dall’inizio del proprio mandato parlamentare, abbiano occupato: pagine di giornali, post di blog via internet, interviste televisive, come Franco Barbato. Riportiamo l’intervista ad "Aprile on line".

8 Giugno 2008

Sporcarsi le mani non è obbligatorio

Aprile Online
: "La mattina a Montecitorio, la sera ad armeggiare con i camorristi". Onorevole Barbato, con Landolfi ci è andato giù pesante...
Francesco Barbato: Non mi pare proprio, perché ho soltanto chiamato le cose con il loro vero nome, citando fatti pubblici, e parlando non solo di Landolfi.
Aprile Online: E chi altri?
Francesco Barbato: Per esempio il deputato Paolo Russo, che commissionava a un camorrista di Poggio Reale di cambiare i connotati a un cittadino che non lo aveva votato. Ma queste sono tutte cose che ho già detto anche nella dibattito sulla fiducia al nuovo governo Berlusconi, del quale Russo è stato nominato presidente della Commissione Agricoltura.
Aprile Online: Però è stato proprio l'onorevole Russo che, in un'intervista per "Repubblica", ha dato ragione a Napolitano, e indirettamente anche a lei, parlando dell'Italia come di un imbuto, dove i rifiuti del Nord defluiscono verso il Sud.
Francesco Barbato: Molto strano, e allora mi chiedo: dov'era Russo quando nel precedente governo Berlusconi era presidente della Commissione bicamerale rifiuti, alla quale erano stati concessi anche poteri inquirenti? Per questo ritengo che lo stesso Russo, almeno in quegl'anni, abbia responsabilità ancor più superiori a quelle di Bassolino. La commissione di controllo sull'emergenza rifiuti, con a capo Berlusconi, era guidata da Russo. Punto.
Aprile Online: La deposizione dell'imprenditore Michele Orsi ai pm di Napoli ha portato a far recapitare avvisi di garanzia a Landolfi e Cosentino, neo sottosegretario all'economia. Michele Orsi è stato ucciso domenica scorsa con 18 colpi di pistola. Coincidenze?
Francesco Barbato: Guardi, commento così: ci sono due modi di fare politica in Campania, quello di Landolfi, che rivendica pubblicamente di "sporcarsi le mani", e che risulta indagato per corruzione. Poi c'è chi prova a fare politica onestamente, senza sporcarsi le mani. Io sono stato sindaco in provincia di Napoli, e non ho mai avuto bisogno di trovare il posto a qualcuno, mi sono semplicemente messo al servizio dei cittadini. In questo modo è difficile sporcarsi le mani.
Aprile Online: Buoni e cattivi, insomma...
Francesco Barbato: Non dico questo. Dico che oggi in Campania assistiamo al risultato prodotto dalla convivenza dell'operato di Bassolino, responsabile per ragioni politiche, e di un centrodestra guidato da Berlusconi, che in 14 anni di emergenza rifiuti ha partecipato senza vergogna a questo immondo banchetto, costato due miliardi di euro ai cittadini, tra assunzioni finalizzate a scopi elettorali, incarichi di vario tipo e molto altro. Noi dell'Italia dei Valori semplicemente cerchiamo di contrastare questo tipo di impostazione di gestione del potere.

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’on. Barbato promette davvero bene.

sabato 7 giugno 2008










Lezione di Legalità






“Non sono venuto stasera per parlare, ma per ascoltare voi, i cittadini; non sono io l’onorevole, adesso lo siete voi e lo sarete anche in futuro perché le cose che direte oggi sono quelle che proporrò alla Camera dei deputati”.






Questa è stata la frase con la quale Franco Barbato ha aperto e chiuso il suo intervento al forum organizzato presso la sede di Kompeter Journale “Casoria incontra l’altra Campania”.
Sono bastati venti secondi per stravolgere i canoni soliti e rituali dei dibattiti, dei comizi, delle riunioni in generale, dove la politica parla e la platea ascolta, si annoia, si distrae. Il forum si è trasformato in qualcosa di familiare, intervento semplice, di uomini e donne preoccupati per il loro futuro, per l’avvenire dei propri figli. Le domande sono state tante, sempre serie, proposte dai partecipanti, risposte sempre lucide, precise, concrete da parte di Franco Barbato.
Era doveroso in ogni caso proporre un passaggio su quello che era accaduto il giorno prima alla Camera dei deputati e che vedevano, su tutte le testate nazionali, Franco Barbato protagonista per aver dichiarato
“In questo parlamento vi ho indicato un deputato che la mattina sta a Montecitorio e la sera armeggia con i camorristi. Ciò risulta da atti giudiziari, dove un gip di Napoli ha trasmesso a questo Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere. Qui, con il Pdl, probabilmente, vi è chi fa praticantato con la camorra”. (Il Mattino 6 giugno 2008).
La discussione è terminata, mentre fuori si scatenava un nubifragio, c’è stato allora il tempo per un’altra mezz’ora di scambi d’opinioni e d’idee hanno dato maggiore fiducia a chi non più da spettatore, ma da protagonista ha partecipato ad un dibattito politico.
Ringrazio tutti, innanzi tutto Massimiliano Musto per l’ospitalità, Nando Troise, Gennaro Casolaro, Enzo Infante, per avere arricchito la discussione, Franco Barbato per la partecipazione.
Ho voluto titolare questo post “Lezione di Legalità”, perché ieri sera tutti quelli che abbiamo partecipato abbiamo vissuto un momento particolare ed io spero che in tanti di noi, prendendo a prestito il titolo di un film “Qualcosa è cambiato”.
Sono anni che m’interrogo sulla possibilità di muovere finalmente l’opinione nella nostra città.
Non sono il tipo che si fa prendere da deliri di fanatismo, di qualsiasi genere, in particolare a livello politico.
Ieri nel mio modesto intervento ho fatto una promessa, di raccogliere la sfida lanciata da Franco Barbato a livello Nazionale e regionale con lo slogan “L’altra Campania” e di portarla a Casoria, non solo sotto forma d’impegno politico, ma anche e soprattutto di valore Etico.
Chi s' impegnerà in questo progetto deve sapere che il nostro alfabeto partirà dalla lettera “L”, dalla "Legalità", quell’autentica, quella vera, fatta di rinunce, di passione e di sacrifici.

Verso l'amministrazione cittadina avremo un atteggiamento che sarà senza pregiudizi, senza ostilità, ma anche senza sconti, perchè non avremo nulla da chiedere.

martedì 3 giugno 2008

L'altra Campania


Venerdì 6 giugno 2008 - presso la sede di "Kompetere"
Via Principe di Piemonte, 131 - ore 20,00



Casoria incontra "L'Altra Campania"

introduce Gianni Bianco

Modera Massimiliano Musto (Direttore Kompetere Journal)


interviene Nello di Nardo (Senatore)

Conclude Franco Barbato (deputato)