Sulla stessa barca
Gli articoli che seguono, suggeriscono una riflessione abbastanza scontata in questo periodo, grigio nel resto del modo nero dalle nostre parti su quella che viene da sempre definita la guerra tra poveri. Alla luce della crisi economica che attraversa l’intero pianeta, possiamo dire in tutta onestà che parlare ancora di questione meridionale è davvero fuori luogo. Sono migliaia i figli di gente onesta che mensilmente, prendono la strada del nord dell’Italia o dell’estero addirittura e invece qui in Campania, in provincia di Napoli a Casoria in particolare c’è chi sogna ancora “Il posto”. Dietro questo sogno è vero che si nascondono anche fiumi di promesse, impegni, garanzie della classe politica cittadina, non tutta chiaramente, quella scellerata. Quello che fa più rabbia è l’incessante serie d’opportunità che si creano e si distruggono nello spazio di qualche tornata elettorale. Oggi si legge invece una notizia, di nuovo, che l’attuale maggioranza, ma anche l’opposizione ha il dovere di approfondire: “La questione Romeo-Casoria”. Una domanda mi sorge spontanea. Chi e con quali e per quali interessi, personali o politici, ha raccomandato all’epoca la gara in favore dell’imprenditore Romeo per la manutenzione degli immobili comunali di Casoria?
Certo se la cosa fosse frutto dell’impegno della Commissione Straordinaria, ci verrebbe veramente il sospetto che qui a Casoria, come nella Danimarca di Amleto, qualcosa non va o addirittura c’è del marcio. Ci dobbiamo abituare all’idea che da queste parti l’intera classe politica è corrotta, mentre le varie Prefetture si sono trasformate in Conventi di frati minoriti? Mi sarei aspettato al riguardo la richiesta di un dibattito, delle precisazioni da parte dell'amministrazione, un'interrogazione da parte di qualche “Onesto” consigliere comunale di Casoria, di qualsiasi gruppo politico, maggioranza e opposizione. Invece il silenzio, un silenzio che suona strano, un silenzio assordante e che non fa bene alla politica ne alla città di Casoria.
Intanto c’è chi aspetta il lavoro, ma anche chi rischia, tra i due io sono a favore dei secondi, sono anni che dietro ogni emergenza c’è stato il rischio di perdere livelli occupazionali all’Ospedale dei Camilliani di Casoria.
Il Mattino
30/01/2009
Sindaco aggredito, manette a tre disoccupati
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Finisce con l'arresto di tre disoccupati la protesta di un gruppo di senza lavoro che ieri mattina prima ha bloccato l'uscita dal garage del comune dell'auto che avrebbe dovuto accompagnare il sindaco, Stefano Ferrara, a una riunione con i tecnici della Provincia e poi ha reagito all'intervento dei carabinieri, sopraggiunti per evitare ulteriori disordini. In manette, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, tre ex operai della ditta Castaldo, che fino a qualche anno fa gestiva la manutenzione degli edifici pubblici, per i quali è già prevista l'assunzione, insieme con altre 18 persone, sempre ex Castaldo, con la società «Gefi spa», un'azienda con sede a Milano che si è aggiudicata l'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare comunale. Per chiedere di accelerare la definizione dell'iter contrattuale, i senzalavoro, una ventina in tutto, si sono recati ieri mattina al palazzo di piazza Cirillo nel tentativo di avere un incontro con il primo cittadino che guida una coalizione di centrodestra. I disoccupati però sono giunti al Comune mentre il sindaco si accingeva a salire nell'auto che l'avrebbe dovuto accompagnare ad un incontro con i rappresentanti della Provincia per un summit sui problemi del liceo Ghandi. «Ho chiesto agli operai di pazientare qualche ora e che nella tarda mattina sicuramente li avrei ricevuti sulla casa comunale - spiega Stefano Ferrara -. D'altronde non avevamo nessun appuntamento e rinviare l'impegno con i tecnici dell'amministrazione provinciale avrebbe rischiato di aumentare gli attuali disagi per gli alunni del liceo». Ma i senzalavoro non hanno voluto sentire ragioni e con un sit-in hanno bloccato l'uscita dell'auto dal garage del municipio. Sono arrivati a quel punto i carabinieri. Qualcuno dei manifestanti ha tentato di reagire e i militari sono stati costretti a invitarli in caserma. Dove nel frattempo si è recato anche il sindaco che ha dovuto sporgere denuncia sull'accaduto. Su disposizione del giudice di turno, poi, per tre senzalavoro, Massimiliano F., 39 anni, Vincenzo C., 44 anni e Ciro M., 42 anni, sono scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale. L'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare comunale fu avviato e concluso alcuni mesi fa dalla commissione straordinaria che fino a giugno scorso ha amministrato la città dopo lo scioglimento del consiglio comunale per camorra. La gara, che prevedeva l'assunzione da parte della impresa aggiudicataria di 18 ex dipendenti della ditta Castaldo, fu vinta dalla Romeo Immobiliare. Quest'ultima però, forse già a conoscenza dell'inchiesta in corso a suo carico, tentennò a lungo tanto da indurre i commissari a revocare l'affidamento. Che passò così alla seconda classificata la «Gefi spa» la quale manifestò la volontà di dare in gestione parte dell'appalto ad un'altra ditta, la «Delgap» di Afragola per la quale sono saltati fuori problemi al momento del rilascio del certificato antimafia. «A questo punto - dice l'ingegnere Salvatore Arcella, dirigente comunale - tutto è passato nelle mani della Gefi, senza altre aziende subappaltatrici. Ovviamente per una maggiore trasparenza e per essere tutti più sereni al momento della firma del contratto, attendiamo anche in questo caso i risultati della informativa antimafia chiesti alla prefettura». Una volta che la documentazione sarà a posto, ci sarà il via libera all'appalto e all'assunzione dei 18 lavoratori che addirittura diventeranno 21 per accordi già definiti.
Ospedale dei padri camilliani infermieri, contratti non rinnovati
Gli articoli che seguono, suggeriscono una riflessione abbastanza scontata in questo periodo, grigio nel resto del modo nero dalle nostre parti su quella che viene da sempre definita la guerra tra poveri. Alla luce della crisi economica che attraversa l’intero pianeta, possiamo dire in tutta onestà che parlare ancora di questione meridionale è davvero fuori luogo. Sono migliaia i figli di gente onesta che mensilmente, prendono la strada del nord dell’Italia o dell’estero addirittura e invece qui in Campania, in provincia di Napoli a Casoria in particolare c’è chi sogna ancora “Il posto”. Dietro questo sogno è vero che si nascondono anche fiumi di promesse, impegni, garanzie della classe politica cittadina, non tutta chiaramente, quella scellerata. Quello che fa più rabbia è l’incessante serie d’opportunità che si creano e si distruggono nello spazio di qualche tornata elettorale. Oggi si legge invece una notizia, di nuovo, che l’attuale maggioranza, ma anche l’opposizione ha il dovere di approfondire: “La questione Romeo-Casoria”. Una domanda mi sorge spontanea. Chi e con quali e per quali interessi, personali o politici, ha raccomandato all’epoca la gara in favore dell’imprenditore Romeo per la manutenzione degli immobili comunali di Casoria?
Certo se la cosa fosse frutto dell’impegno della Commissione Straordinaria, ci verrebbe veramente il sospetto che qui a Casoria, come nella Danimarca di Amleto, qualcosa non va o addirittura c’è del marcio. Ci dobbiamo abituare all’idea che da queste parti l’intera classe politica è corrotta, mentre le varie Prefetture si sono trasformate in Conventi di frati minoriti? Mi sarei aspettato al riguardo la richiesta di un dibattito, delle precisazioni da parte dell'amministrazione, un'interrogazione da parte di qualche “Onesto” consigliere comunale di Casoria, di qualsiasi gruppo politico, maggioranza e opposizione. Invece il silenzio, un silenzio che suona strano, un silenzio assordante e che non fa bene alla politica ne alla città di Casoria.
Intanto c’è chi aspetta il lavoro, ma anche chi rischia, tra i due io sono a favore dei secondi, sono anni che dietro ogni emergenza c’è stato il rischio di perdere livelli occupazionali all’Ospedale dei Camilliani di Casoria.
Il Mattino
30/01/2009
Sindaco aggredito, manette a tre disoccupati
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Finisce con l'arresto di tre disoccupati la protesta di un gruppo di senza lavoro che ieri mattina prima ha bloccato l'uscita dal garage del comune dell'auto che avrebbe dovuto accompagnare il sindaco, Stefano Ferrara, a una riunione con i tecnici della Provincia e poi ha reagito all'intervento dei carabinieri, sopraggiunti per evitare ulteriori disordini. In manette, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, tre ex operai della ditta Castaldo, che fino a qualche anno fa gestiva la manutenzione degli edifici pubblici, per i quali è già prevista l'assunzione, insieme con altre 18 persone, sempre ex Castaldo, con la società «Gefi spa», un'azienda con sede a Milano che si è aggiudicata l'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare comunale. Per chiedere di accelerare la definizione dell'iter contrattuale, i senzalavoro, una ventina in tutto, si sono recati ieri mattina al palazzo di piazza Cirillo nel tentativo di avere un incontro con il primo cittadino che guida una coalizione di centrodestra. I disoccupati però sono giunti al Comune mentre il sindaco si accingeva a salire nell'auto che l'avrebbe dovuto accompagnare ad un incontro con i rappresentanti della Provincia per un summit sui problemi del liceo Ghandi. «Ho chiesto agli operai di pazientare qualche ora e che nella tarda mattina sicuramente li avrei ricevuti sulla casa comunale - spiega Stefano Ferrara -. D'altronde non avevamo nessun appuntamento e rinviare l'impegno con i tecnici dell'amministrazione provinciale avrebbe rischiato di aumentare gli attuali disagi per gli alunni del liceo». Ma i senzalavoro non hanno voluto sentire ragioni e con un sit-in hanno bloccato l'uscita dell'auto dal garage del municipio. Sono arrivati a quel punto i carabinieri. Qualcuno dei manifestanti ha tentato di reagire e i militari sono stati costretti a invitarli in caserma. Dove nel frattempo si è recato anche il sindaco che ha dovuto sporgere denuncia sull'accaduto. Su disposizione del giudice di turno, poi, per tre senzalavoro, Massimiliano F., 39 anni, Vincenzo C., 44 anni e Ciro M., 42 anni, sono scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale. L'appalto per la gestione del patrimonio immobiliare comunale fu avviato e concluso alcuni mesi fa dalla commissione straordinaria che fino a giugno scorso ha amministrato la città dopo lo scioglimento del consiglio comunale per camorra. La gara, che prevedeva l'assunzione da parte della impresa aggiudicataria di 18 ex dipendenti della ditta Castaldo, fu vinta dalla Romeo Immobiliare. Quest'ultima però, forse già a conoscenza dell'inchiesta in corso a suo carico, tentennò a lungo tanto da indurre i commissari a revocare l'affidamento. Che passò così alla seconda classificata la «Gefi spa» la quale manifestò la volontà di dare in gestione parte dell'appalto ad un'altra ditta, la «Delgap» di Afragola per la quale sono saltati fuori problemi al momento del rilascio del certificato antimafia. «A questo punto - dice l'ingegnere Salvatore Arcella, dirigente comunale - tutto è passato nelle mani della Gefi, senza altre aziende subappaltatrici. Ovviamente per una maggiore trasparenza e per essere tutti più sereni al momento della firma del contratto, attendiamo anche in questo caso i risultati della informativa antimafia chiesti alla prefettura». Una volta che la documentazione sarà a posto, ci sarà il via libera all'appalto e all'assunzione dei 18 lavoratori che addirittura diventeranno 21 per accordi già definiti.
Ospedale dei padri camilliani infermieri, contratti non rinnovati
Casoria. La crisi occupazionale non risparmia l'ospedale cittadino dei padri Camilliani. A ventiquattro persone, tra infermieri e amministrativi, non è stato rinnovato il contratto di lavoro annuale. «È in atto un piano di riorganizzazione della struttura per una migliore gestione delle risorse e per garantire un livello qualitativo di assistenza sempre più adeguato alla domanda», spiega il capo del personale dell'ospedale SantaMaria della Pietà, avvocato Gaetano Chiummo. Ovviamente chi si ritrova disoccupato è fortemente amareggiato. «Ci rendiamo conto del momento particolarmente difficile ma siamo in cerca almeno di garanzie future: appena ci sarà una ripresa è giusto che i primi a ritornare al lavoro siamo noi», dicono i licenziati. Le assunzioni di questi ultimi erano state fatte anche in virtù dell'apertura del pronto soccorso, una struttura già pronta e considerata idonea dagli esperti ma non ancora funzionante per questioni burocratiche. Ma alla base del ridimensionamento del personale ci sono i costi di gestione, sempre più alti, rispetto alle entrate, ridotte al cospetto degli ultimi anni. Da gennaio di quest'anno poi il presidio ospedaliero gestito dai padri Camilliani finanziariamente non dipende più dalla azienda sanitaria locale ma direttamente dalla Regione che per la verità non ha destinato grosse risorse economiche per consentire all'ospedale casoriano di guardare al futuro con eccessiva tranquillità. «È una struttura molto importante che va salvaguardata e difesa a tutela dei diritti di tutti i cittadini di una larga fascia di comuni che stazionano a nord di Napoli», tiene a precisare l'ex senatore Tommaso Casillo, consigliere comunale del Pse. do.ma.




