CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


giovedì 22 gennaio 2009

Squonk

Lo squonk è un essere nato nelle leggende celtiche, né carne né pesce, sempre triste ed è l’impressione che mi suscita oggi Veltroni. Lunedì 19 gennaio 2009 ero alla Mostra d’Oltremare di Napoli per ascoltare il segretario del Pd nazionale, il quale con vero piglio da leader era venuto a Napoli per benedire la nomina a Commissario della federazione napoletana Enrico Morando e contestualmente dettare le regole per un cambiamento radicale nella politica napoletana del Pd. Dopo aver ascoltato il bravo Morando e i soliti volti ignoti che l’Obama italiano porta alla ribalta ogni volta che parla alla gente ecco Veltroni prendere la parola. Grande magia carezza morbida sulla faccia di bronzo del governatore Bassolino, nessun accenno per la sindachessa Jervolino. Non sono bastati i suicidi, gli arresti, la galera, lo scandalo e la vergogna che hanno subito i Democratici napoletani a smuovere l’ignavia di Veltroni. Ha parlato di economia, proposte, futuro e altro, non ha accennato minimamente alle questioni che erano a cuore ai militanti (veri) del Pd napoletano. Conclusione: mugugni, fischi, pochi applausi e tanta delusione. Poteva risparmiare almeno il carburante dell’auto blu Veltroni ed evitare una figuraccia che francamente ha sortito un unico effetto positivo convincersi dell’inadeguatezza del “Leader” del Pd italiano che, personalmente mi sta simpatico nella veste comica interpretata da Crozza, dal vivo, a Napoli, è stato davvero ben poca cosa.

Il Mattino

L’appello di Veltroni: unità per voltare pagina

Rabbia e mugugni in platea «Basta candidature dall’alto»



PAOLO MAINIERO Non una sola parola sul Comune di Napoli. Nè per Rosa Russo Iervolino. Walter Veltroni ringrazia Luigi Nicolais, ma ignora il sindaco. Parla, invece, e molto di Antonio Bassolino: vada avanti ma dia «visibili segnali di svolta», è la sintesi del suo pensiero. Cita tre nomi storici della sinistra napoletana: Maurizio Valenzi, Abdon Alinovi, Andrea Geremicca. «Questa città ha avuto tante personalità», dice Veltroni. «Parla solo dei comunisti...», si alza una voce dalla platea. Deve essere un ex democristiano. Veltroni non sente, ma è come se percepisse qualcosa. «Basta, basta, basta, con questa storia degli ex Ds, degli ex Margherita. È durata anche troppo questa storia», si infervora il segretario. Veltroni sa bene, gliel’avrà raccontato per filo e per segno Enrico Morando, che il Pd a Napoli è lacerato. E lancia allora un appello all’unità. «Tutti insieme, tutti insieme, dobbiamo lavorare a rafforzare il Pd. Non esiste un partito in cui si dica va bene se ci sono io e va male se non ci sono. Un conto è il pluralismo delle idee, un conto quello delle correnti. Siamo chiamati insieme a girare pagina», dice il leader del partito. Morando, prima di lui, ha tracciato la linea. Entro il 20 febbraio va completata la costituzione dei circoli; entro marzo ci sarà la conferenza programmatica; infine si faranno le primarie che «non dovranno essere una resa dei conti». Il commissario individua tre punti programmatici - rifiuti, incentivi alle imprese e riduzione delle società pubbliche - sui quali il Pd di Napoli dovrà impegnarsi. Il segretario regionale Tino Iannuzzi parla «di nuova stagione da aprire anche se non partiamo da zero» e sollecita «una maggiore solidarietà interna». Veltroni concorda. Un primo banco di prova sarà l’elezione del nuovo segretario. Per Bassolino serve «lo sforzo per una scelta unitaria». Ma non sarà facile. «Se unitario significa plebiscitario noi non ci stiamo - sostiene Nicolais -. L’unanimismo non aiuta, è importante che in un partito ci siano competizioni e idee diverse». All’orizzonte, intanto, si profilano le provinciali. A quali alleanze il Pd intende lavorare? Veltroni ribadisce la sua visione di un partito «a vocazione maggioritaria» che non tornerà mai «a coalizioni che vanno da Caruso a Mastella». L’interlocutore principale, in questo momento, sembra essere l’Udc. «Ho il massimo rispetto dell’Udc - dice il segretario -. Capisco quando si allea con altri partiti dell’opposizione e capisco quando decide di andare da solo. Non capisco invece quando sta con uno schieramento contro cui sta in Parlamento: e questo avviene in troppi Comuni, Province e Regioni». Il candidato alla Provincia va scelto con le primarie e che «sia già un’espressione della nuova fase», aggiunge Veltroni che del centrodestra dice: «Ha scelto una candidatura di un certo tipo e l’ha scelta in un certo modo». Le primarie saranno un passaggio per il Pd. E Bassolino invita a guardare anche oltre i perimetri dei partiti. «Bisogna guardare anche fuori - dice - alla società civile, senza battaglie interne. Se non un passo indietro, la politica deve farne almeno uno di lato».


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