
La prima volta che mi recai sul Comune di Casoria, per accompagnare mio padre, all’epoca Assessore al Commercio, notai nella stanza del sindaco Peppe Albano un plastico, mi venne spontaneo chiedere cos’era, mi fu risposto il progetto “Ovulo”. Ad occhio e croce parlo di trent’anni fa. Essendo quel progetto legato al padrone politico dell’epoca Franco Polizio il progetto fu seppellito e buttato via negli scantinati del comune, insieme alla carriera politica di Polizio. Dell’Ovulo commerciale quindi non abbiamo avuto più notizia per un ventennio, un po’ come l’anello del film “Il signore degli anelli”, che invece era finito in fondo ad un fiume. Da un paio d’anni invece, attraverso l’interessamento della Regione Campania, in particolare l’assessorato di Andrea Cozzolino (attività produttive), si un investimento sull’area. Un investimento d’imprenditori per creare un’area di benessere completo di strutture all’avanguardia, alberghi, piscine, centri estetici, l’ immancabile Centro commerciale. Questo alla fine del mandato del Sindaco Giosuè de Rosa. In seguito allo scioglimento per “condizionamento” camorristico è la Commissione Straordinaria inviata dalla Prefettura di Napoli a portare avanti il rapporto Istituzionale con la regione per “L’Ovulo”. Grandi sostenitori dell’iniziativa, insieme all’assessore alle attività produttive della regione Campania, Andrea Cozzolino, il Vicepresidente dell’Amministrazione provinciale Antonio Pugliese, il Sottosegretario alle infrastrutture del Governo Prodi Tommaso Casillo. All’indomani della sconfitta a Sindaco di Casoria di Casillo, per alcuni mesi tutto tace, tutto langue. Cosa è bollito in pentola in questi mesi, da Giugno 2008 a Gennaio 2009, solo il padreterno lo sa. Certo le dichiarazioni, le assenze che si possono riscontrare nell’articolo di seguito riportato del quotidiano “Il Mattino”, hanno del paradossale. Non vorrei che anche questa volta, come in precedenza, “L’Ovulo” torni di nuovo in soffitta o nello scantinato del Comune di Casoria. Dopo aver perso in quell’ area il “C.I.S.”, che preferì Nola, Il “Tarì”, che preferì Marcianise, per dovere di cronaca doveva sorgere sull’area ex Montefibre, come “Ikea” realizzata ad Afragola e al “Città del Libro” trasferita con un autentico imbroglio a Ponticelli, Casoria perda, grazie ai suoi Padroni o ai suoi Padrini, l’ennesima occasione di sviluppo.
27.01.09
Il Mattino
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Terziario: tra progetti ambiziosi e polemiche sempre più forti. Salta anche la seconda conferenza dei servizi sull'«Ovulo», la città commerciale che sulla carta sembra destinata a sorgere sulla circumvallazione esterna, in una vasta area di fronte all'aeroporto. La motivazione ufficiale è che mancavano alcuni rappresentanti istituzionali al tavolo di concertazione fissato per delineare le strategie di impianto del nuovo megastore. Ma c'è più di uno, anche esponenti dell'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Stefano Ferrara, che non sembra tanto entusiasta del progetto, «destinato solo a inflazionare un settore da tempo in forte crisi». Ma se il mancato summit sull'Ovulo è la novità ad effetto, non mancano tante altre iniziative pure importanti per tentare di dare un assetto definito e migliore al commercio locale, considerato volàno di sviluppo per l'economia del territorio. L'obiettivo è di arrivare a una concorrenza leale tra tutti gli operatori del settore e di stanare ogni tipo di abuso. A cominciare dall'occupazione di suolo e spazi pubblici, una autentica piaga per questa città. Il comando della polizia municipale ha contravvenzionato ben 72 titolari di attività commerciali. Qualcuno è finito nella rete anche due o tre volte, con penalità sempre più pesanti e la chiusura dell'esercizio di vendita per qualche giorno. Ma pare che l'iniziativa predisposta dall'assessore Raffaella Iodice, che mira a riportare quanto prima legalità nel settore, non sia poi servita tanto per convincere i commercianti. E allora il comandante della polizia municipale cittadina Fabio Dimino si accinge a lanciare la controffensiva definitiva: chi violerà la legge rischia questa volta il ritiro della concessione di vendita. Per la verità, la legge prevede che già alla reiterazione del reato vada applicata la severa sanzione. «Non c'è stata e non c'è da parte nostra assolutamente alcuna inadempienza - dice il numero uno dei caschi bianchi di Casoria - L'obiettivo è di non procedere subito con misure repressive ma di dialogare con i commercianti affinché comprendano che il rispetto delle norme è una garanzia per tutti per evitare abusi e prevaricazioni che potrebbero essere dannosi solo agli stessi operatori del settore». Ma danni, secondo gli esperti, potrebbero arrivare appunto anche dalla realizzazione dell'Ovulo. L'impatto che la struttura rischia di avere sul commercio locale viene considerato devastante. Gennaro Laudiero, presidente della commissione Trasparenza, è uno dei più convinti assertori di questa tesi: «Casoria ha la necessità di una politica di sviluppo nuova e certamente non di altri centri commerciali destinati a creare solo impoverimento e disagi, ad iniziare dalla viabilità». L'Ovulo commerciale dovrebbe sorgere nei pressi del Carrefour (che ha già collocato da mesi il personale dipendente in Cig a rotazione), a pochi passi dagli attuali iperstore di Afragola, Ikea e Leroy Merlin ai quali sembra sia destinato già ad aggiungersi anche un altro centro, «I Normanni».
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