CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


martedì 21 ottobre 2008


Tra musica e magia

Non è facile commentare qualcosa che riguarda un amico. Immaginarsi se la persona di cui si parla contemporaneamente divide non solo l’amicizia, ma anche le idee politiche e il gusto per un mondo e per una tradizione di una Casoria che forse non c’è più. Comunque sia io penso fermamente che dove non riesce ad insinuarsi l’occhio dell’uomo qualunque, esce fuori la capacità di un’artista. Il creare suggestioni, sensazioni, emozioni, tutte legate ad un evento. Parlo di Enzo Marino. Non più solo eccellente artista che su questo blog alla vigilia dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, ad Enzo abbiamo dedicato degli auguri speciali per la mostra in Cina. L’artista Marino è passato alla seconda fase della sua arte: "Le storie", accompagnate da un elegante effetto audiovisivo. Il racconto, quasi mitico dell’esodo del Bisnonno di Enzo che, insieme alla moglie lascia Napoli per venire ad abitare a Casoria, dalle parole, recitate e bene interpretate da Gina, Fabrizia e Francesca, diventano poesia narrata e condita di colori e sapori napoletani. Io non sono un critico d’arte e non uso forse le parole più adeguate, ma con pochi mezzi ed un notevole gusto quella sera per me che, a Casoria ci vivo quasi da cinquant’anni, ha rappresentato un momento di magico. L’accompagnamento musicale ha fatto da colonna sonora. Le anticipazioni del Prof. Giuseppe Siano, docente di Semiotica dell’arte presso l’Università di Salerno hanno riempito il tutto del fascino culturale che la serata meritava. Bravo Enzo, bravo davvero, la cosa più importante per chi comunica arte, immagini, parole o musica è fare apparire semplici cose complesse. Penso che non sia stato facile e di meno lo sarà ripetersi. Ma conoscendo la caparbietà, le capacità, la versatilità ed il coraggio di questo piccolo grande uomo di Casoria sono convinto che di cose nuove ne vedremo e non mancheranno di stupirci. Grazie Enzo, grazie di tutto e sono convinto oggi che anche per un amico sia più giusto dire: "Grazie maestro".

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