YES WE CAN
Ho visto molte foto di Barack Obama, ma quella pubblicata stamani da “L’Unità”, mi sembra la più vicina al personaggio e la più meritevole di essere pubblicata. BArack Obama, lo abbiamo visto accompagnare la figlia alla festa di Halloween, a piedi, venerdì 31 ottobre. Quasi sempre accompagnato dalla moglie e dalle due figlie, in ogni occasione, vestiti in modo semplice, emozionati, dal volto umano e rassicurante. Lo hanno chiamato terrorista per le sue origini africane e la vicinanza all’islam di parte della famiglia del padre. Lo hanno definito socialista per le sue idee politiche in favore di una sanità e per la ricchezza da distribuire verso le fasce deboli della popolazione, un economia solidale, per tutti e non solo per i ricchi. Ha dovuto vincere il pregiudizio del colore della sua pelle contro il razzismo e la xenofobia che ancora sono vivi e vegeti in una gran parte della provincia americana. Ha dovuto raccogliere fondi attraverso forme di collette: da internet, dagli sms; dai salvadanai presenti alle Kermesse in giro per gli States, da giovani, donne, di tutti gli strati sociali. Ha dovuto combattere una battaglia durissima all’interno del partito dei Democratici alle primarie dello scorso anno contro la favoritissima Hilary Clinton e gli oltre 50 milioni di dollari messi in piedi dallo staff della senatrice di New York. Ha vinto una guerra oggi contro un avversario difficile, ostico, quale si è dimostrato l’eroe della guerra del Vietnam John Mccaine. Ma oggi, 5 novembre 2008, data che entrerà nella storia, oggi che la sua vittoria è stata netta e schiacciante (54 % dei consensi, contro il 40 % di Mccaine), possiamo dire che una nuova era inizia negli USA e non solo. Un po’ come accadeva per l’eredità dell’Impero Romano, dove dal 200 d.c. in poi la maggior parte degli imperatori erano non italiani, ma provenienti da ogni dove dell’impero e questo ha rappresentato la sopravvivenza per quasi tre secoli del nome di Roma, oggi gli americani hanno eletto Presidente della loro nazione, il figlio di un immigrato del Kenia e di una concittadina hawaiana, di origini povere. Potrebbe accadere anche in Europa in futuro, anche in Italia, ma molto più in là penso visto il potere feudale che si annida nella politica italiana. Di tutto quello che sta accadendo oggi non dobbiamo avere timore. “Il mondo sta cambiando” recitava la voce della regina degli elfi in sottofondo all’inizio de “Il signore degli anelli” e il regista Jackson in questo è stato un precursore e con la scelta fatta dagli elettori U.S.A. possiamo dire che è un mondo che cambia nel modo giusto, nel modo in cui lo ha sognato e immaginato Barack Obama.

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