
Piccole bugie o mezze verità
Cosa dire nel leggere l’articolo di domenica 2 novembre del Mattino, a firma di Mimmo Maglione, “Bravo Sindaco”.
Lo dico senza elementi di sarcasmo, senza pregiudizi, senza reticenze.
Se davvero l’attuale amministrazione di centrodestra, avrà la capacità di risolvere il problema dei mancati introiti degli immobili comunali e di destinare le aree dimesse citate ad attività che creeranno nuova linfa occupazionale, merita il consenso politico. Quello elettorale è differente, non a caso l’elezione di Stefano Ferrara a Sindaco di Casoria rappresenta un’anomalia. Ma, a parte i complimenti, personalmente, una cosa mi sento di suggerire agli attuali amministratori del Comune di Casoria: non pesa sul bilancio comunale soltanto il mancato introito di soldi di abitazioni di proprietà dell’ente, ma anche e soprattutto le spese determinati da fitti di proprietà privata ed adibiti ad uffici comunali, da scuole, da servizi alla persona, in futuro pubblicherò un elenco. Sarebbe opportuno identificare questi sperperi ed adoperarsi per rimetterli, come dire, in linea con il mercato. Odio la demagogia, ma è un momento difficile, per tutti. E’ il momento di scelte strategiche per il futuro di una comunità e come una famiglia che non può rinunciare alle necessità, che almeno si rinunci al lusso e favorire un amico o un parente, oggi, davvero rappresenta un lusso che non ci possiamo permettere più. Comunque, almeno nei principi, bisogna riconoscere la buona volontà del Sindaco Stefano Ferrara.
Cosa dire nel leggere l’articolo di domenica 2 novembre del Mattino, a firma di Mimmo Maglione, “Bravo Sindaco”.
Lo dico senza elementi di sarcasmo, senza pregiudizi, senza reticenze.
Se davvero l’attuale amministrazione di centrodestra, avrà la capacità di risolvere il problema dei mancati introiti degli immobili comunali e di destinare le aree dimesse citate ad attività che creeranno nuova linfa occupazionale, merita il consenso politico. Quello elettorale è differente, non a caso l’elezione di Stefano Ferrara a Sindaco di Casoria rappresenta un’anomalia. Ma, a parte i complimenti, personalmente, una cosa mi sento di suggerire agli attuali amministratori del Comune di Casoria: non pesa sul bilancio comunale soltanto il mancato introito di soldi di abitazioni di proprietà dell’ente, ma anche e soprattutto le spese determinati da fitti di proprietà privata ed adibiti ad uffici comunali, da scuole, da servizi alla persona, in futuro pubblicherò un elenco. Sarebbe opportuno identificare questi sperperi ed adoperarsi per rimetterli, come dire, in linea con il mercato. Odio la demagogia, ma è un momento difficile, per tutti. E’ il momento di scelte strategiche per il futuro di una comunità e come una famiglia che non può rinunciare alle necessità, che almeno si rinunci al lusso e favorire un amico o un parente, oggi, davvero rappresenta un lusso che non ci possiamo permettere più. Comunque, almeno nei principi, bisogna riconoscere la buona volontà del Sindaco Stefano Ferrara.
L’amministrazione punta al riordino e all’acquisizione dei beni della collettività riducendo costi e sprechi
Case comunali, lotta agli evasori
Casoria: affidati a una ditta il censimento degli immobili e la riscossione dei fitti
02/11/2008
DOMENICO MAGLIONE Casoria. Parte in contemporanea il censimento degli immobili comunali e la guerra agli evasori. L’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Stefano Ferrara per stanare chi occupa case di proprietà dell’ente locale e non paga è pronta ad affidare a privati il servizio di riscossione dei canoni di fitto del patrimonio immobiliare. La gara, vinta dalla società “Romeo immobiliare”, dovrebbe essere aggiudicata ora alla seconda classificata per la rinuncia della prima ditta. Chi subentrerà assumerà, come da accordo scritto, anche 18 ex lavoratori della ditta Castaldo che qualche anno fa aveva in appalto la manutenzione degli immobili comunali. «Ci sono da limare alcuni dettagli ed acquisire le dovute documentazioni prima che anche questo servizio possa entrare a regime», spiega il capo dell’amministrazione cittadina che sta attuando i provvedimenti necessari per l’acquisizione al patrimonio comunale anche degli immobili abusivi. Prossima tappa poi sarà quella che punta alla valutazione dei fitti passivi attualmente a carico dell’ente di piazza Domenico Cirillo e che sembrano pesare in maniera considerevole sul bilancio comunale. Manca ancora una stima precisa dei costi ma la questione ormai va avanti da anni e su di essa c’è da registrare solo una generica buona intenzione da parte di tutti i politici che negli anni si sono alternati alla guida della città. In concreto è stato fatto ben poco perché è mancato un programma, anche pluriennale, che avrebbe potuto portare ai risultati sperati e, a parole, tanto decantati. L’obiettivo finale dell’attuale esecutivo municipale, comunque, è di intervenire in tutti quei settori dove ci sono sprechi e spese cosiddette incontrollate per ridurre in maniera complessiva i costi di gestione. Il ricorso ai privati per l’accertamento di tributi, riscossione di canoni e gestione di servizi e settori potrebbe non essere la panacea di tutti i mali ma l’ente locale in ogni situazione, come nel caso della riscossione dei fitti, tenterà di valutare il rapporto costo-benefici con un occhio particolare anche all’impatto occupazionale che tali operazioni potrebbero eventualmente determinare a favore dei disoccupati locali. «L’accordo di inserire determinate assunzioni nel contratto per il servizio di riscossione dei canoni di fitto del patrimonio comunale non fa testo, anche perché varato dalla commissione straordinaria che in precedenza ha guidato la città – fanno rilevare gli attuali amministratori comunali – La nostra politica occupazionale è molto chiara e continuerà nel segno della trasparenza e legalità: il Comune non dà posti di lavoro né può favorire alcuno in determinate assunzioni. L’unico mezzo per creare occupazione sul territorio è di incentivare imprenditori seri, capaci e volenterosi ad investire per contribuire a creare quelle condizioni necessarie di benessere sociale e nuovi spiragli occupazionali». Ma l’amministrazione comunale mira a non interpretare e soddisfare solo le necessità della collettività ma a indicare soprattutto «nuovi livelli di bisogni per progettare una rinnovata identità cittadina e spiragli futuri più ambiziosi». In questo, i progetti di recupero delle aree dismesse rappresentano il volano per creare benessere e sviluppo. La Rhodiatoce, la Resia, la Tubi Bonna, Presint e tante altre fabbriche in disuso rappresentano un patrimonio da recuperare per rilanciare una città da troppi anni ormai in affanno.
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