
La banda degli onesti
"Ho le mani pulite". Questa frase del Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino impone un’attenta riflessione. E’ possibile che un politico di passate esperienze da Ministro della Repubblica (Pubblica Istruzione – Interni), quindi non un brocco qualsiasi, ma il capo di un’amministrazione della terza città italiana per importanza e numero di abitanti, alla luce delle ultime vicissitudini legate allo scandalo “Global service” dica “Io non c’entro, vado avanti ho le mani pulite”?
Il vero dramma di questo momento politico per il Partito Democratico, è la distanza siderale tra la classe politica e i problemi che angustiano i cittadini, tra chi detiene il potere e chi purtroppo lo subisce. Il vero scontro in Italia non è tra partiti politici, ma tra i rappresentanti politici e l’opinione pubblica. Lo dimostra le mancati autorizzazioni a procedere nei confronti di alcuni parlamentari, di destra e di sinistra; lo dimostra il grado di consociativismo che emerge in Campania tra il governo della città di Napoli rappresentato dall’assessore Nugnes (Pd) e Nonno (An) sugli scontri di Pianura durante la crisi dei rifiuti. Quando poi le somme si aggirano intorno ai 330.000.000,00 di euro (seicento miliardi di vecchie lire), gli interlocutori che servono agli imprenditori, in questo caso Romeo, sono Bocchino (An) e Lusetti (pd) del livello parlamentare.
“La politica si è dimessa”, tuona Fausto Bertinotti da Scampia. Ma anche in questo caso, dove erano i consiglieri, gli assessori di Rifondazione Comunista, quando nei Consigli comunali, regionali, provinciali, si votavano atti che hanno portato ad una nuova tangentopoli, in Toscana, in Abruzzo, in Basilicata e maggiormante in Campania.?
E’ vero, la politica, quella vera, quella ferita ed umiliata negli anni novanta dagli arresti e dal crollo dei leader della Prima Repubblica, oggi muore definitivamente grazie a questi rappresentanti politici (più di questo non mi viene), della seconda Repubblica.
Quello che avverrà, penso pochi lo possano prevedere. Sicuramente delle teste cadranno, a volta anche per calcolo, per far passare la bufera. Il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, il suo alter ego Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, sono i rappresentanti di un mondo che va via speriamo definitivamente. Forse è vero per la Jervolino che non ne sapeva nulla, ma questo è comprensibile da figura marginale non da Sindaco. Da quest’osservatorio, da capo di un’amministrazione, la cosa è ancora più grave, in quanto un reato di per se presunto quale lo scandalo Global service, accompagnato da suicidi, dimissioni e quant’altro, propone una sorta di collaborazione che in termini penali si esprime con il termine di “Associazione”.
Nel post gùdi giovedì 18 settembre 2008 che titolai “Jatevenne”, accompagnato da una foto della coppia Bassolino-Jervolino, espressi la mia opinione riguardo al loro presente e futuro politico. A questo punto viene da ripetere il concetto “Jatevenne”
"Ho le mani pulite". Questa frase del Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino impone un’attenta riflessione. E’ possibile che un politico di passate esperienze da Ministro della Repubblica (Pubblica Istruzione – Interni), quindi non un brocco qualsiasi, ma il capo di un’amministrazione della terza città italiana per importanza e numero di abitanti, alla luce delle ultime vicissitudini legate allo scandalo “Global service” dica “Io non c’entro, vado avanti ho le mani pulite”?
Il vero dramma di questo momento politico per il Partito Democratico, è la distanza siderale tra la classe politica e i problemi che angustiano i cittadini, tra chi detiene il potere e chi purtroppo lo subisce. Il vero scontro in Italia non è tra partiti politici, ma tra i rappresentanti politici e l’opinione pubblica. Lo dimostra le mancati autorizzazioni a procedere nei confronti di alcuni parlamentari, di destra e di sinistra; lo dimostra il grado di consociativismo che emerge in Campania tra il governo della città di Napoli rappresentato dall’assessore Nugnes (Pd) e Nonno (An) sugli scontri di Pianura durante la crisi dei rifiuti. Quando poi le somme si aggirano intorno ai 330.000.000,00 di euro (seicento miliardi di vecchie lire), gli interlocutori che servono agli imprenditori, in questo caso Romeo, sono Bocchino (An) e Lusetti (pd) del livello parlamentare.
“La politica si è dimessa”, tuona Fausto Bertinotti da Scampia. Ma anche in questo caso, dove erano i consiglieri, gli assessori di Rifondazione Comunista, quando nei Consigli comunali, regionali, provinciali, si votavano atti che hanno portato ad una nuova tangentopoli, in Toscana, in Abruzzo, in Basilicata e maggiormante in Campania.?
E’ vero, la politica, quella vera, quella ferita ed umiliata negli anni novanta dagli arresti e dal crollo dei leader della Prima Repubblica, oggi muore definitivamente grazie a questi rappresentanti politici (più di questo non mi viene), della seconda Repubblica.
Quello che avverrà, penso pochi lo possano prevedere. Sicuramente delle teste cadranno, a volta anche per calcolo, per far passare la bufera. Il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, il suo alter ego Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, sono i rappresentanti di un mondo che va via speriamo definitivamente. Forse è vero per la Jervolino che non ne sapeva nulla, ma questo è comprensibile da figura marginale non da Sindaco. Da quest’osservatorio, da capo di un’amministrazione, la cosa è ancora più grave, in quanto un reato di per se presunto quale lo scandalo Global service, accompagnato da suicidi, dimissioni e quant’altro, propone una sorta di collaborazione che in termini penali si esprime con il termine di “Associazione”.
Nel post gùdi giovedì 18 settembre 2008 che titolai “Jatevenne”, accompagnato da una foto della coppia Bassolino-Jervolino, espressi la mia opinione riguardo al loro presente e futuro politico. A questo punto viene da ripetere il concetto “Jatevenne”
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