CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


giovedì 10 giugno 2010

Le Verità Nascoste


Ho assistito martedì all’ultima puntata di Ballarò, allo speciale di Annozero ieri. Sono da sempre di sinistra ma MicheleSantoro non mi è stato mai simpatico, per vari motivi. Partiamo dalle origini, di Vico Equense, napoletano, mi sta antipatico il fatto che parli con un accento dichiaratamente romanesco, un po’ come tanti che da Napoli, partiti con le pezze al sedere hanno trovato fortuna altrove, a Roma ad esempio. Con i napoletani emigrati in particolare, figuriamoci se tifosi poi della Roma o interisti o addirittura Juventini. Insomma Michele Santoro sta antipatico quasi a tutti, a Berlusconi e alla destra, a D’Alema e la sinistra, di Di Pietro ha detto “Il leader degli Immobili di Valore”, il Pd “Venduto, svenduto, in saldi o da stoccaggio”, i cespugli della sinistra, manco li nomina. Si salvano solo Vauro e Marco Travaglio, altrettanto invisi a tutto l’arco costituzionale.
Come tanti napoletani ho amato Maradona, da calciatore, al di fuori del terreno di gioco non ho trovato un solo motivo per essere in affinità con il Pibe de oro, eppure quando entravo nel San Paolo o lo vedevo alla televisione, mi accendeva una passione fatta di lacrime e gioie, per le emozioni, per i risultati, per lo spettacolo che il grande Diego ci regalava. Allora è opportuno fare dei distinguo ci mancherebbe altro ma intanto, lo share di Annozero è del 20% e oltre. Il pubblico che assiste alle trasmissioni sicuramente non è tutto di sinistra, anzi, probabilmente la maggior parte saranno coloro che a votare non ci vanno più. A giudicare Annozero e se il consenso verso una trasmissione non rappresenta una parola astratta, ma per un’azienda il primo elemento di valutazione, credo che Santoro sia un grande professionista e il suo mestiere lo conosce davvero bene. Mi auguro quindi che a settembre rivedremo Annozero, sperando che la nuova edizione sia incentrata intorno ai problemi economici del nostro Paese, più proposte meno chiacchiere fumose da salotto.
Tanto premesso per dire che la puntata di ieri, mi ha procurato un’angoscia e degli spunti di riflessioni che a distanza di dodici ore angustiano ancora la mia mente. Qualcuno potrebbe obiettare che sono cose risapute, scontate. Non è stato come leggere un giornale o guardare un servizio al Tg, ascoltare gli imprenditori del settore, guardare all’opera questa gente nel lavoro quotidiano, i drammi di un’economia di mercato che inghiotte tutto e crea paradossi del tipo: “Buttiamo via la metà del latte per rispettare le quote comunitarie, importiamo latte di bassa qualità da nazione, dove non ci sono controlli sanitari adeguati, arricchiamolo con latte liofilizzato di dubbia provenienza, vendiamolo nelle case degli italiani sotto forma di prodotto di alta qualità". Della lunga conservazione non ne parliamo e stendiamo un velo notoriamente penoso. Quanto contano questi buffoni che ci governano oggi e quanto sono conati i Buffoni del centrosinistra che ha governato prima, nei confronti di questo cartello mafioso che da Strasburgo detta le regole di questo scempio? Penso che un debito rapporto si potrebbe fare con Obama e la crisi della fuoriuscita del petrolio nel mare della Luisiana e l'atteggiamento della British Petroil.
Come in un gioco di scatole cinesi i poteri nascondono altri poteri e la catena si scopre essere all’infinito. La Cricca di Roma non è differente dalla Cricca del Latte, delle Banche, del Vino, della Carne, dei mercati ittici e tanti altri prodotti dell’agricoltura e dell’economia in generale.
La trasmissione si è svolta nella Padania di Bossi, nell’area più ricca della nostra nazione, nella zona di maggiore consenso dei Lumbard e l’opinione degli addetti ai lavori non era dissimile da quella che noi avvertiamo nei confronti dei nostri esponenti politici di destra, di sinistra.
Mi auguro a questo punto che la televisione resti ancora un luogo in cui trasmissioni come Ballerò, Annovera, Report, L’infedele, Nulla di personale e altre, possano ancora continuare ad esistere, tanto, alla sinistra, non portano voti alla destra non ne tolgono, possono mettere qualcuno nelle condizioni di non recarsi più alle urne, ma questo non è un problema che angustia i nostri politici.
E’ questa forma di mistificazione della realtà che infastidisce, che colpisce una parte della nutrizione, in questo caso il latte che rappresenta la base della maggior parte degli alimenti che consumano abitualmente i nostri figli.
Altro che case gare d’appalti, guida, auto blu, stipendi d’oro, viaggi, lusso etc., qui sono in ballo, la nostra salute e quella dei nostri ragazzi ed è giusto e fondamentale in una democrazia che chi proponga trasmissioni che rivelano le verità nascoste della nostra vita quotidiana o denunciano sprechi o inganni sia apprezzato da tutti e da tutti noi difeso, almeno a livello di opinione.


Nessun commento: