
1987 – La fine o l’inizio.
Sono anni che l’argomento "Urbanistica", propone dibattiti, forum, conferenze, discussioni più o meno accese e che non trova mai la sua definizione. 1987 è un punto fondamentale per la storia politica e sociale della città di Casoria. Nel 1987 fu redatto l’ultimo piano regolatore, quello che si contraddistinse per aver definito il "Centro Storico" di Casoria in "Centro Vecchio”, quindi obsoleto, degno di essere abbattuto e ricostruito, senza rispetto per la tradizione, la storia, il futuro stesso della nostra città. Il terremoto del 1980 aveva dato una mano notevole a questa brillante idea. Tanti palazzi della zona di San Mauro, Via Marco Rocco, San Benedetto, Padre Ludovico, Santa Maria erano stati “Toccati”, diciamo così, dall’evento sismico, quindi quale occasione migliore per pianificare interventi su palazzi crollati, pericolanti, con qualche crepa o solo fatiscenti per l’incuria dei proprietari. Era la fine degli anni ottanta, era l’epoca di Polizio, Franco per la precisione, che dagli scranni della Camera dei deputati dettava le regole della politica di Casoria attraverso uomini del proprio partito e di alleati fedeli e proprio in quegli anni l’attuale Sindaco di casoria, l’ingegnere Stefano Ferrara rivestì il ruolo, non certo di secondo piano, di assessore, guarda caso, all’urbanistica. Accadde però l’imprevedibile "La caduta del muro di Berlino", poi "Tangentopoli", infine "L’elezione diretta del Sindaco nel 1993", lo strapotere di Polizio crolla clamorosamente sotto il maglio di questi tre eventi, comincia l'ascesa di Casillo, Tommaso.
Cosa succede all’urbanistica?
Le stesse critiche, I mal di pancia di alleati e non, i crolli, la DIA, i condoni, la superDIA, l’abusivismo continuo e costante, assessori di fama o sconosciuti che si alternano alla guida politica dell'ente in materia, ingegneri, architetti, consulenti d’ogni specie, d’ogni dove, d’ogni colore politico, arrivano a Casoria e cosa accade, niente, resta il 1987 la data dell’ultimo piano regolatore. Intanto cambiano i nomi e le sigl:, Project financing, Piani di Lottizzazione convenzionati, Concessioni per attività produttive, Alberghi, tutti per attività commerciali o uffici, per dirla in breve. La quantità di uffici e di attività avrebbero dovuto cambiare il volto della città, macchè tutti gli uffici diventano civili abitazioni, cittadini di tutti i colori politici, criticano le amministrazioni, ma partecipano allo scempio comprando, non denunciando la modifica di destinazione d’uso degli uffici in appartamenti e così via. Arriviamo così al fatidico 2008, finisce l’era Casillo, grazie alla caduta dell’ultimo Governo Prodi, alla nascita del Partito Democratico e alla scelleratezza di Boselli di non accettare otto deputati e quattro senatori eletti certi nelle liste alle politiche di aprile. Oggi, nel leggere gli articoli, le dichiarazioni, le difese e le offese all’urbanistica del Comune di Casoria, ritorna a galla sempre quella data 1987, ultimo Piano regolatore generale.
Spesso mi sono domandato se quel documento non sia contemporaneamente il più "osteggiato" dall’opposizione e il più “gradito” al governo della città, a ruoli invertiti. E’ pur vero che i motivi dei ritardi sono da ricercare nella tempistica dovuta a norme regionali, ai pareri provinciali, voti in Commissione consiliare e Consiglio comunale, pareri di dirigenti, consulenti, tecnici e quant’altro, questa maledetta burocrazia non ha certo aiutato l’accellerazione del percorso, ma ben ventidue anni mi sembrano davvero tanti perché anche nel più ingenuo dei cittadini non nasca il dubbio o qualche incertezza, sulla reale comodità del P.r.g. del 1987.
Il Mattino
15/02/2009
I NODI DELL’URBANISTICA
Edilizia, allarme speculazione
Casoria, licenze contestate. Laudiero: stop allo scempio delle nuove costruzioni
DOMENICO MAGLIONE Casoria. «Basta con lo scempio di nuove costruzioni: bisogna bloccare il rilascio di altre concessioni edilizie e approvare il piano regolatore per evitare di compromettere ulteriormente gli standard urbanistici». Gennaro Laudiero, esponente di Sinistra critica e presidente della commissione Trasparenza proprio non ci sta alle ultime decisioni dell'ufficio tecnico comunale che, tra autorizzazioni e licenze, ha rilasciato nove nuovi permessi a costruire. «In qualche caso in aree addirittura prive di fogne, prevedendo vasche di accumulo. È tutto illegale: il Puc è in fase d'arrivo e non è giusto procedere al rilascio di licenze, con parametri vecchi e obsoleti, che rischiano solo di aggravare i danni a carico della collettività, già costretta a fare i conti con un territorio quasi completamente cementificato e privo di infrastrutture adeguate: chiederemo l'intervento della magistratura», afferma Laudiero Ma Francesco Saverio Trojano, presidente della commissione urbanistica, difende l'operato dell'ufficio tecnico: «Se la normativa prevede il rilascio delle concessioni non farlo configurerebbe un abuso d'ufficio». Per il Puc, intanto, si aspetta la valutazione delle 250 osservazioni presentate dai cittadini. Un'operazione, puntualmente contestata dall'opposizione, che ha richiesto la nomina di 9 tecnici esterni. «È l'ennesimo spreco di denaro pubblico - dicono gli esponenti di Sinistra critica - Per contratto, l'esame delle osservazioni è un compito che rientra nelle mansioni dei redattori del piano urbanistico». La prima bozza del Puc, che dovrà sostituire ormai il vecchio e non più adeguato piano regolatore che risale al 1987, prevedeva la realizzazione di 4mila nuovi vani, con la costruzione di qualcosa come mille nuovi appartamenti. «Era un progetto che nascondeva ancora una volta manovre speculative da parte di vecchi personaggi della politica locale che da tempo stiamo cercando di mettere in un angolo per rilanciare questa città e programmare un futuro migliore per i suoi abitanti», sottolinea Laudiero. Per rientrare negli standard urbanistici erano stati inseriti, a quanto pare, tra le zone ancora libere anche corti e cortili oltre alle aree dismesse. Un'operazione bloccata, però, sul nascere. «Questa città - dice Vincenzo Ramaglia, consigliere comunale socialista - ha bisogno di infrastrutture e verde attrezzato e soprattutto bisogna puntare con decisione alla salvaguardia del centro storico, patrimonio di cultura e tradizioni locali». Ed è proprio sul centro storico e sulle aree dismesse che si gioca la partita urbanistica più importante a Casoria. «Le mire degli speculatori non passeranno - afferma il sindaco Stefano Ferrara - Il Puc sarà un piano di servizi che promuoverà gli interessi della collettività a discapito di quello dei singoli e rappresenterà una pietra miliare per il rilancio di questa città, non solo in termini urbanistici ma anche di miglioramento e di sviluppo socio-economico».
Sono anni che l’argomento "Urbanistica", propone dibattiti, forum, conferenze, discussioni più o meno accese e che non trova mai la sua definizione. 1987 è un punto fondamentale per la storia politica e sociale della città di Casoria. Nel 1987 fu redatto l’ultimo piano regolatore, quello che si contraddistinse per aver definito il "Centro Storico" di Casoria in "Centro Vecchio”, quindi obsoleto, degno di essere abbattuto e ricostruito, senza rispetto per la tradizione, la storia, il futuro stesso della nostra città. Il terremoto del 1980 aveva dato una mano notevole a questa brillante idea. Tanti palazzi della zona di San Mauro, Via Marco Rocco, San Benedetto, Padre Ludovico, Santa Maria erano stati “Toccati”, diciamo così, dall’evento sismico, quindi quale occasione migliore per pianificare interventi su palazzi crollati, pericolanti, con qualche crepa o solo fatiscenti per l’incuria dei proprietari. Era la fine degli anni ottanta, era l’epoca di Polizio, Franco per la precisione, che dagli scranni della Camera dei deputati dettava le regole della politica di Casoria attraverso uomini del proprio partito e di alleati fedeli e proprio in quegli anni l’attuale Sindaco di casoria, l’ingegnere Stefano Ferrara rivestì il ruolo, non certo di secondo piano, di assessore, guarda caso, all’urbanistica. Accadde però l’imprevedibile "La caduta del muro di Berlino", poi "Tangentopoli", infine "L’elezione diretta del Sindaco nel 1993", lo strapotere di Polizio crolla clamorosamente sotto il maglio di questi tre eventi, comincia l'ascesa di Casillo, Tommaso.
Cosa succede all’urbanistica?
Le stesse critiche, I mal di pancia di alleati e non, i crolli, la DIA, i condoni, la superDIA, l’abusivismo continuo e costante, assessori di fama o sconosciuti che si alternano alla guida politica dell'ente in materia, ingegneri, architetti, consulenti d’ogni specie, d’ogni dove, d’ogni colore politico, arrivano a Casoria e cosa accade, niente, resta il 1987 la data dell’ultimo piano regolatore. Intanto cambiano i nomi e le sigl:, Project financing, Piani di Lottizzazione convenzionati, Concessioni per attività produttive, Alberghi, tutti per attività commerciali o uffici, per dirla in breve. La quantità di uffici e di attività avrebbero dovuto cambiare il volto della città, macchè tutti gli uffici diventano civili abitazioni, cittadini di tutti i colori politici, criticano le amministrazioni, ma partecipano allo scempio comprando, non denunciando la modifica di destinazione d’uso degli uffici in appartamenti e così via. Arriviamo così al fatidico 2008, finisce l’era Casillo, grazie alla caduta dell’ultimo Governo Prodi, alla nascita del Partito Democratico e alla scelleratezza di Boselli di non accettare otto deputati e quattro senatori eletti certi nelle liste alle politiche di aprile. Oggi, nel leggere gli articoli, le dichiarazioni, le difese e le offese all’urbanistica del Comune di Casoria, ritorna a galla sempre quella data 1987, ultimo Piano regolatore generale.
Spesso mi sono domandato se quel documento non sia contemporaneamente il più "osteggiato" dall’opposizione e il più “gradito” al governo della città, a ruoli invertiti. E’ pur vero che i motivi dei ritardi sono da ricercare nella tempistica dovuta a norme regionali, ai pareri provinciali, voti in Commissione consiliare e Consiglio comunale, pareri di dirigenti, consulenti, tecnici e quant’altro, questa maledetta burocrazia non ha certo aiutato l’accellerazione del percorso, ma ben ventidue anni mi sembrano davvero tanti perché anche nel più ingenuo dei cittadini non nasca il dubbio o qualche incertezza, sulla reale comodità del P.r.g. del 1987.
Il Mattino
15/02/2009
I NODI DELL’URBANISTICA
Edilizia, allarme speculazione
Casoria, licenze contestate. Laudiero: stop allo scempio delle nuove costruzioni
DOMENICO MAGLIONE Casoria. «Basta con lo scempio di nuove costruzioni: bisogna bloccare il rilascio di altre concessioni edilizie e approvare il piano regolatore per evitare di compromettere ulteriormente gli standard urbanistici». Gennaro Laudiero, esponente di Sinistra critica e presidente della commissione Trasparenza proprio non ci sta alle ultime decisioni dell'ufficio tecnico comunale che, tra autorizzazioni e licenze, ha rilasciato nove nuovi permessi a costruire. «In qualche caso in aree addirittura prive di fogne, prevedendo vasche di accumulo. È tutto illegale: il Puc è in fase d'arrivo e non è giusto procedere al rilascio di licenze, con parametri vecchi e obsoleti, che rischiano solo di aggravare i danni a carico della collettività, già costretta a fare i conti con un territorio quasi completamente cementificato e privo di infrastrutture adeguate: chiederemo l'intervento della magistratura», afferma Laudiero Ma Francesco Saverio Trojano, presidente della commissione urbanistica, difende l'operato dell'ufficio tecnico: «Se la normativa prevede il rilascio delle concessioni non farlo configurerebbe un abuso d'ufficio». Per il Puc, intanto, si aspetta la valutazione delle 250 osservazioni presentate dai cittadini. Un'operazione, puntualmente contestata dall'opposizione, che ha richiesto la nomina di 9 tecnici esterni. «È l'ennesimo spreco di denaro pubblico - dicono gli esponenti di Sinistra critica - Per contratto, l'esame delle osservazioni è un compito che rientra nelle mansioni dei redattori del piano urbanistico». La prima bozza del Puc, che dovrà sostituire ormai il vecchio e non più adeguato piano regolatore che risale al 1987, prevedeva la realizzazione di 4mila nuovi vani, con la costruzione di qualcosa come mille nuovi appartamenti. «Era un progetto che nascondeva ancora una volta manovre speculative da parte di vecchi personaggi della politica locale che da tempo stiamo cercando di mettere in un angolo per rilanciare questa città e programmare un futuro migliore per i suoi abitanti», sottolinea Laudiero. Per rientrare negli standard urbanistici erano stati inseriti, a quanto pare, tra le zone ancora libere anche corti e cortili oltre alle aree dismesse. Un'operazione bloccata, però, sul nascere. «Questa città - dice Vincenzo Ramaglia, consigliere comunale socialista - ha bisogno di infrastrutture e verde attrezzato e soprattutto bisogna puntare con decisione alla salvaguardia del centro storico, patrimonio di cultura e tradizioni locali». Ed è proprio sul centro storico e sulle aree dismesse che si gioca la partita urbanistica più importante a Casoria. «Le mire degli speculatori non passeranno - afferma il sindaco Stefano Ferrara - Il Puc sarà un piano di servizi che promuoverà gli interessi della collettività a discapito di quello dei singoli e rappresenterà una pietra miliare per il rilancio di questa città, non solo in termini urbanistici ma anche di miglioramento e di sviluppo socio-economico».
Nessun commento:
Posta un commento