CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


lunedì 2 febbraio 2009


Sempre più giù

Ci mancavano solo i giovani del Pd Campano.
Qualcuno si era illuso che le speranze, di rilanciare una nuova classe dirigente napoletana del partito di Veltroni, passasse attraverso un cambio generazionale. I fatti dell’ultimo congresso dei giovani democratici Campani hanno dissipato qualsiasi dubbio circa l’impossibilità di: modificare, cambiare, trasformare una classe dirigente erede di quell’attuale. A me no ché non ci sia un miracolo, speriamo che non torni a Napoli Veltroni a mettere pace, immagino che il tutto passi attraverso un nuovo “Commissariamento". Questo termine: “Commissariamento”, lo detesto più di qualsiasi scelta negativa che si possa immaginare in una contesa. Nei Comuni, in genere commissariati per incapacità politica o per condizionamento camorristico, diventa paradossale il fatto che i "Soloni" delle prefetture intervengano in modo chirurgico, non per salvare, ma per dare il definitivo colpo di grazia alle casse comunali e nello stesso tempo distruggere ogni speranze di legalità e di cambiamento dei cittadini. Torniamo al Pd, ai giovani del Pd campano. Si dice, leggendo i quotidiani, che artefice della frittata sia l’on. Pina Picierno, già segretaria nazionale della Margherita, eletta in Campania nelle parti alte della lista alle politiche. La giovane, rampante parlamentare sannitica, molto, molto vicina all’ex Ministro della Pubblica Istruzione Beppe Fioroni, sembra raccogliere adeguatamente il testimone dei suoi avi democristiani. Spesso su Facebook o da altri punti di raccolta di informazione, leggo i commenti dei simpatizzanti e degli elettori del Partito Democratico e mi viene subito in mente una cosa. Qui a Napoli, in riferimento all’elezione di Barack Obama a Presidente degli USA, per una persona di colore sarebbe stato impossibile raggiungere qualsiasi obiettivo politico, a meno che, il colore della sua pelle non sia quello "politico" o il molto più denso e forte del "denaro".
E' inutile rammaricarsi, nel Pd campano è successo con gli adulti il 19 gennaio, con i giovani sabato 31 gennaio, sicuramente accadrà con le donne in futuro, si allontana la speranza di dire anche noi "Yes we can". A Casoria poi, li abbiamo conosciuti i giovani del Pd provenienti dai Ds e dalla Margherita. Stendo al riguardo un velo pietoso. Quella del del Pd innanzitutto, ma di tutti glia altri partiti napoletani a ruota, rappresenta una vera emergenza nazionale e se da Roma non si interviene è perché probabilmente lì la situazione non è differente, solo si è più bravi a mascherarla.

Il Mattino
01/02/2009

PAOLO MAINIERO Mentre Enrico Morando lavora al difficile compito di riportare la pace in un partito lacerato, succede che i «piccoli» giochino a imitare i «grandi». E così quelle nuove generazioni che nella testa di Veltroni dovrebbero prendere in mano il Pd non fanno altro che assorbire i difetti dei big che si vorrebbe mandare in pensione. Già, ma cosa è successo? È successo che l’assemblea dei giovani democratici, convocata per ieri e oggi per eleggere il segretario regionale, è stata rinviata per l’ennesima lite tra bassoliniani e veltroniani. Alla scadenza dell’ora (le 15) fissata si sono presentati due candidati: Michele Grimaldi (ex segretario della Sinistra giovanile), area bassoliniana; e Raffaele Sgueglia, area Nicolais. Subito, sulla raccolta delle firme, si è aperta una discussione. Il clima si è surriscaldato. Grimaldi ha chiamato al telefono il segretario nazionale Fausto Raciti per chiedergli di rinviare l’assemblea. Sgueglia si è opposto ritenendo pretestuose le motivazioni dell’avversario e ha chiesto che il congresso si svolgesse regolarmente. Ma Raciti, dopo un po’, ha inviato una nota con la quale ha disposto il rinvio dell’assemblea al 10 febbraio, rinvio accettato alla fine anche dall’area Nicolais per distendere il clima. In un primo momento si era sparsa la voce che Raciti volesse commissariare la federazione giovanile di Napoli, ma poi questa ipotesi è stata esclusa. Pare dopo l’intervento di Morando, che si è opposto. Anzi, il commissario intende accelerare la nascita del movimento giovanile del Pd. In questo quadro nel partito si lavora per individuare il candidato alla presidenza della Provincia. Il «no» di Luigi Nicolais è diventato un «ni» e presto potrebbe trasformarsi in «sì». Sollecitato dai leader nazionali, Nicolais sta maturando la convinzione di accettare. L’ex ministro potrebbe sciogliere la riserva a metà della prossima settimana dopo aver riparlato con Veltroni. Con il leader del partito, Nicolais ha già avuto più di un colloquio e tra i due il rapporto, umano oltre che politico, è nuovamente molto forte, segno che sono state superate le incomprensioni legate alle dimissioni da segretario provinciale. Ma inviti ad accettare la candidatura sono pervenuti a Nicolais da tutti i big del partito, da Massimo D’Alema a Piero Fassino, da Goffredo Bettini a Giuseppe Fioroni, da Anna Finocchiaro a Enrico Morando. A tutti, l’ex segretario provinciale ha espresso i suoi dubbi. Ma da tutti si è sentito spiegare più o meno lo stesso concetto, e cioè che è il suo il nome forte che può fare la differenza, che può segnare una svolta di innovazione, che può aggregare la coalizione. E soprattutto tutti gli hanno detto che in un momento delicato per il Pd e per Napoli il partito vuole, deve, puntare sulle sue forze migliori. E così se Morando, con il quale Nicolais si sente più volte al giorno, non si sbottona sostenendo che «parlare di nomi è prematuro e non aiuta la discussione», il segretario regionale Tino Iannuzzi sostiene apertamente l’ex ministro. «È una candidatura autorevole, sul filo dell’innovazione, che può unire il Pd ed è una credibile proposta per le altre forze della coalizione. Ho parlato con Gino, voglio credere che accetterà», dice Iannuzzi.

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