CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


sabato 28 febbraio 2009


La Periferia della periferia

Casoria è una città che vive complessità al di fuori della norma rispetto ad altre realtà nel circondario. Dodici chilometri quadri divisi tra Ottantaduemila abitanti, a parte gli ospiti più o meno graditi.
Città abitata per lo più da gente occupata e che da anni non utilizzano più le risorse territoriali per lavorare. Di insediamenti produttivi ce ne sono davvero pochi rispetto alla popolazione e non sempre si è rispettato la precedenza ai disoccupati locali per le opportunità avute (Megastore Mediaworld – Decatlon – Emmelunga etc.).
I pendolari che partono da Casoria di mattina sono tanti e si affollano alle fermate degli autobus o delle Ferrovie dello Stato. I più fortunati si muovono in tangenziale o sull’asse mediano in giro per la provincia. Territorio diceva di 12,03 Kmq., popolazione di81. 888 abitanti (censimento Ottobre 2001) risultato: densità abitativa 6.806 abitanti per chilometro quadro. Non voglio tediare con dati statistici, ma fatti i conti, tolti gli studenti, i disoccupati, i sottoccupati (contratti di lavoro atipici), i cassintegrati che si avviano ad essere sempre di più, chi manda avanti la barca sono i pochi ancora occupati, i pensionati, di anzianità o per invalidità il resto. Il resto dovrebbe vivere utilizzando le risorse di questi ultimi (commercianti, artigiani, professionisti). Totale, situazione difficile, da periferia di grande città del meridione, ma senza centro, un unico megaparco senza verde e senza possibilità che le aree ancora libere, seppure contaminate (aree dimesse), possano essere in futuro utilizzate, perchè? Intanto a parte il progetto de “La città del libro”, naufragato clamorosamente e scippato da Ponticelli a Casoria, non c’è stata nessuna possibilità di concretizzare idee legate al P.I.P. della ex Resia rimasto progetto scritto nel libro dei sogni, immaginare oggi, con la crisi economica, investimenti produttivi sarebbe da folli. Cosa rimane allora, come si muove l’economia cittadina? Ci si arrangia nei piccoli negozi, i piccoli artigiani tirano avanti, i professionisti, sono una casta a parte, ma in ogni caso colpiti dalla crisi. Chi resta : gli emarginati.
Inutile parlare di walfare o stato sociale, sarebbe troppo lunga la faccenda, limitiamoci ai fatti.
Proprio intorno al mondo più esterno ad una periferia, già periferia della periferia che gli articoli de “Il Mattino”, destano preoccupazioni ed inquietudini. Il “Parco dei pini”, conosciuto con il più semplice “219 di Arpino”, ed altri centri di edilizia popolare post-terremoto, rappresentano centri di reclutamento per delinquenze organizzate e non. Quello che accade in quei mondi è qualcosa che il film “Gomorra” ha descritto, ma viverle sarà un inferno. Si potrebbe scrivere all’infinito sugli effetti negativi di quel maledetto sisma del 1980. Fatto stà che oggi ogni città della provincia e ogni quartiere di Napoli hanno le proprie croci, 219 o Parco Verde, 167 o Bronx di San Giovanni, sono questi i centri nevralgici dove si annida il malessere sociale più evidente, paragonabile solo alle zone di guerra orientali o le periferie sudamericane. Non basterà la deriva totalitarista della destra a cui assistiamo, non basterà la demagogia catto-comunista della sinistra, bisognerà rispolverare lo slogan con il quale “Don Antonio” Sassolino vinse le elezioni a Napoli la prima volta a Sindaco: “Sviluppo e occupazione”.

Il Mattino

27/02/2009

Casoria, espugnato il fortino del clan


MARCO DI CATERINO Casoria. Da quartiere della ricostruzione post terremoto a fortino del clan Licciardi. Un posto diventato negli ultimi mesi così inaccessibile agli «estranei», tanto che sono dovuti intervenire i carabinieri. Un centinaio, in assetto anti sommossa e scortati da alcune unità cinofile. Il blitz al «Parco dei Pini» è scattato all'alba. I carabinieri di Casoria, diretti dal maggiore Paolo Cambieri, hanno circondato il rione 219 di via Pascoli ad Arpino dove i residenti, tra lanci di pietre e vari oggetti che hanno semidistrutto una autoradio dei militari e con tutto il campionario di ingiurie, hanno assistito e a volte impedito l'operazione dei militari. Dopo sei ore di occupazione, una cinquantina di perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno denunciato per ricettazione Antonio Trambarulo, 42 anni, considerato il referente del clan Ricciardi in via Pascoli, trovato in possesso di un centinaio di borse «Carpisa», che facevano parte di un carico di un tir rapinato a Pavia. I militari hanno passato letteralmente al setaccio gli isolati 2 e 3, composti da quasi cento appartamento, quasi tutti occupati sia da pregiudicati affiliati al clan Licciardi che da incensurati, ritenuti dagli stessi carabinieri orbitanti nella stessa cosca. In un ambiente palesemente ostile al controllo, i militari hanno anche verificato quello che c'era in una ventina di garage realizzati abusivamente e molti dei quali persino protetti da spesse blindature. Nel quartiere «underground», i carabinieri hanno recuperato ben dieci auto, risultate rubate in diverse zone dalla Campania e in attesa di essere smontate a pezzi, o sottoposte al cambio di identità con il montaggio di nuovi numeri del telaio. E dipanando un vero ginepraio di prestanomi e falsi o inesistenti intestatari dei garage abusivi, i carabinieri sono riusciti ad identificarne solo due, padre e figlio. E per M.F., 65 anni, e V.F., 36 anni, incensurati del posto è scattata la denuncia per ricettazione. In alcuni cunicoli e nei posti più angusti dei sottoscala degli isolati due e tre, i carabinieri hanno trovato e sequestrato una cinquantina di centraline elettroniche in dotazione ad alcune auto di grossa cilindrata e senza le quali non è possibile attivare il funzionamento del motore e centinaia di pezzi metallici sui quali erano stati stampati numeri di telaio. In un'altra zona dei sotterranei, la task force dei carabinieri ha rinvenuto e sequestrato due moto di grossa cilindrata risultate rubate, della stessa marca e dello stesso colore di quelle utilizzate da una banda di rapinatori che agisce proprio tra Arpino e il tratto da Casavatore a Casoria della circumvallazione esterna, dove quindici giorni fa sono stati uccisi nei pressi del supermercato «Lauro» il boss Rocco Perfetto e il barman incensurato Salvatore Del Prete. I militari hanno anche controllato i pregiudicati ai domiciliari e i sorvegliati speciali.

Tentato colpo in merceria tre giovani in manette

Casoria. Una violenta crisi isterica della vittima, manda a vuoto la rapina, fa scappare i malviventi che nella fretta di allontanarsi cadono dallo scooter che lasciano per strada davanti alla merceria «Mille Articoli» in via Frosinone a Casoria, dove avevano tentato il colpo. Un'ora dopo i carabinieri, diretti dal maresciallo Enrico Giordano, fanno scattare le manette per Giuseppe Riano, 33 anni, Antonio Forte, 22 anni, pregiudicati del rione Salicelle e per il complice minorenne, A.M., 17 anni, dello stesso quartiere. All'arresto è sfuggito un quarto componente della banda, ora ricercato. La rapida conclusione dell'indagine è avvenuta grazie al fatto che i malviventi avevano abbandonato lo scooter. Dal numero di targa, i militari sono risaliti fino all'intestatario, Giuseppe Riano, che nel frattempo aveva denunciato il furto dello scooter e dichiarato agli investigatori di averlo prestato ad alcuni suoi amici. Una versione che non ha convinto i militari, che invece avevano già ammanettato Antonio Forte e il complice minorenne, che avevano ammesso le loro responsabilità. m.d.c.

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