CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


domenica 8 febbraio 2009


La sintesi

La domenica mattina è sempre un giorno particolare, strano. Dopo una settimana di lavoro, il momento del riposo e ognuno lo interpreta nel modo più adeguato. Personalmente non riuscendo a modificare il mio orologio biologico, mi alzo sempre e alla stessa ora dei giorni che vanno dal lunedì al sabato, cosa faccio, navigo in intenet, cercando di approfondire le differenti cose che ho visto o letto o che comunque sono accadute ed io non ho avuto modo di conoscere. Ecco che mi è venuta l’idea di creare una rubrica settimanale, la sintesi. Come accade in ogni occasione, per qualsiasi evento alla fine qualcuno ci racconterà una sintesi, in parte soddisfacente, ma comunque noi speriamo sempre attendibile nei fatti, poiché siamo nella terra degli opinionisti non dei giornalisti.
Partiamo stamani dalle nostre cose. Due notizie saltano subito alle cronache per distrarci anche dalle precedenti catastrofi del Pd napoletano, dagli scandali alla disorganizzazione interna, l’investitura da parte di Veltroni di Gino Nicolais a candidato a Presidente per le prossime elezioni provinciali di giugno. Per dovere di cronaca anche Belusconi ha formalizzato la candidatura del parlamentare di Snt’Antimo Gino Cesario. Gino Presidente sicuramente ci sarà o forse le obiezioni di Bobbio (Pdl) e dei Bassoliniani (Pd), porteranno a un dietrofront. Non me lo auguro, ma non mi meraviglierei assolutamente. Allora per battezzare Nicolais in modo tenace a Napoli venerdì è intervenuto a una manifestazione napoletana di “Italiani nel mondo” e “Red”, Massimo D’Alema. In prima fila, Antonio Bassolino e Luigi Nicolais. Vicini ma distanti. Tra i due, neppure un accenno di saluto. Di Nicolais candidato alla Provincia D’Alema dice, arrivando alla Stazione marittima: «Ottima candidatura, di grande prestigio e forza. Ma saranno le forze politiche di centrosinistra e sarà il Pd a valutarla, e a valutare la eventuale necessità di elezioni primarie se ci sono altri candidati». La dichiarazione è sottintesa per i mal di pancia dei partiti in via di estinzione del centrosinistra.
Passiamo al Popolo delle libertà. Ha dato la disponibilità al proprio movimento a correre per la presidenza della Provincia e ha lanciato la proposta di un terzo polo, alternativo a Pd e Pdl, che abbraccia Udc, Destra, Idv e i socialisti. Salvatore Ronghi, portavoce regionale dell’Mpa, potrebbe essere dunque il terzo candidato, dopo Cesaro e Nicolais, in corsa per la poltrona dell’ente di piazza Matteotti. «Cesaro è stato scelto da due, tre persone nel chiuso di una stanza, senza alcun confronto con gli alleati e con il territorio - ha detto Ronghi - Noi, invece, partiamo dal programma politico perché siamo convinti che l’importante non è solo vincere le elezioni, ma vincere per governare. Il nome del candidato viene in un secondo momento e nel pieno confronto tra le forze politiche». L’Mpa per chi non lo conosce è un movimento territoriale per la Sicilia capeggiato dall’attuale Governatore Lombardo, che ha pensato bene di allargare gli orizzonti all’intero Italia meridionale e che sta conseguendo un discreto successo tra gli “Scontenti” di centrodestra e quelli da “Accontentare”. Il terzo polo insieme a Udc, Destra, Idv e i socialisti, ma con La Clausola Ronghi presidente è grande, forse per i diritti d’autore, chi lo sa. Mi sarebbe piaciuto terminare sempre con questa noiosa politica, che a me mi diverte invece tanto, ma il mattino di ieri mi riporta di nuovo alla mia città, Casoria e ai problemi veri, seri, non di poltrona ma oggi, come da qualche tempo di rifugio eterno per il proprio diritto alla sepoltura: “Il cimitero consortile di Casoria-Arzano-Casavatore. La mia passata esperienza nel settore politico, mi porta a essere diffidente quando si creano le emergenze, in genere qualcuno o più di uno ha in mente qualche progetto da realizzare e che non potrebbe essere sostenuto in momenti di normalità. Ma questa è un’altra storia, vedremo. Undici pagine del Corriere della sera d’ipocrisie e di vergogna per la nostra politica e la nostra coscienza sul caso di Eluana Enclaro. Non entro nel merito, da padre mi schiero con il dolore di un uomo che si pone degli interrogativi da diciassette anni. Mi interrogo a tal proposito su di un pensiero:”Se Eluana abitasse a Casoria, la sua volontà sarebbe stata quella di essere sepolta nella sua città, interrata, quante pagine dovremmo dedicare alla sua mancata sepoltura per mancanza di loculi? Sarebbe bastata una pagina, con un solo titolo e poche parole “Zitti, parlate solo alle vostre coscienze se ne avete ancora”.
Il Mattino
6/02/2009

DOMENICO MAGLIONE Casoria. Chi pensa di poter garantire una dignitosa sepoltura ad un proprio congiunto passato a miglior vita sicuramente non deve pensare di ottenerla nel cimitero consortile Casoria-Arzano-Casavatore. Nella struttura sacra comprensoriale ormai è da tempo che non c'è più posto e le salme vengono trasferite per le inumazioni dove c'è spazio, perfino a Castelvolturno, raddoppiando il dolore di familiari e conoscenti. «È una situazione paradossale - afferma il sindaco di Casoria, Stefano Ferrara -. Bisogna uscire fuori da quest’impasse e procedere con gli espropri per l'ampliamento del cimitero». Un'iniziativa, quest'ultima, che spetta al Comune di Arzano sul cui territorio insiste il camposanto. Ma al Palazzo di piazza Raffaele Cimmino sulla situazione-cimitero ci vanno con i piedi di piombo. Anche perché tra le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti da parte della camorra, proprio la gestione del camposanto ha avuto un peso determinante. «Mi incontrerò quanto prima con i commissari straordinari e con il sindaco di Casavatore: insieme troveremo la soluzione migliore», dice Ferrara. Per l'ampliamento del cimitero fu fatto anche un progetto che prevedeva la realizzazione di cinquemila fosse d'interro e più di 25mila loculi. Ma tutto è finito nel dimenticatoio tra le proteste dei cittadini sempre più alle prese con disagi notevoli. E le difficoltà non sono solo legate ai trasferimenti forzati delle salme ma anche ai problemi igienico-sanitari che di fatto hanno bloccato le esumazioni. Non si sa, infatti, come e soprattutto dove smaltire le bare e gli altri rifiuti speciali. Era stato proposto di realizzare una grossa fossa d'interro, sempre all'interno del cimitero, dove sotterrare le bare vecchie ma i medici dell'azienda sanitaria locale, pure inizialmente, a quanto pare, d'accordo, non avrebbero poi dato il via libera alla soluzione in quanto non conforme alle normative e agli indirizzi suggeriti. E pare che non ci sia altra alternativa possibile: i margini di spazio sono ristretti e la direzione del camposanto non sa quali sbocchi seguire. «L'unica cosa certa è che si sta perdendo tempo importantissimo mentre per centinaia di famiglie il disagio è notevole - affermano alcuni rappresentanti della comunità parrocchiale di S. Agrippino di Arzano -. Siamo in una fase di grande emergenza e c'è chi mira ancora a sottovalutare il problema: ci vuole un progetto immediato, serio e soprattutto condiviso per uscire da questa impasse ed evitare il trasferimento di salme in altre città, lontane anche quaranta chilometri».

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