CASORIAINRETE



"diffondere la verità è altrettanto importante che scoprirla"


mercoledì 4 febbraio 2009








L’Italia dei Malori

Non accadono cose piacevoli nella sinistra italiana, di conseguenza, cosa ci possiamo aspettare da quella locale, regionale, provinciale o comunale che sia? Da sempre si dice che se a Roma c’è l’influenza a Napoli abbiamo la bronchite. Tutto è iniziato con la crisi all’interno del Pd napoletano, parliamo del 40% degli elettori (stando alle passate elezioni regionali – provinciali – comunali), continua negli altri partiti. I comunisti si sono ancora divisi tra Vendola e Ferrero, alla vigilia delle elezioni politiche erano usciti Ferrando e Turigliatto, quattro partiti per dire d’essere la stessa cosa, comunista, immagino che alla festa sia d’obbligo invitare i compagni della Sd (sinistra democratica) di Fava, i Comunisti italiano di Di Liberto, qualcosa è rimasto anche nel Pd ma mistificato adeguatamente. I Socialisti prima si sono divisi in quattro partitini pesando l’1% cadauno per poi rimettersi insieme e pesare 1%, miracoli degli eredi di Nenni, Craxi e Pertini. Di Pecoraio Scanio e dei Verdi ci piace l’idea di averlo completamente dimenticato più che non il fastidio di ricordarlo. Il resto è noia.
Ebbene all’appello manca un partito o un movimento per meglio dire di rilievo oggi: “L’Italia dei Valori” di Antonio di Pietro. Oggi guadagna la scena mediatica l’ex P.M. per due motivi. Il primo legato ad una scellerata frase sul conto del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano: “Il silenzio è mafioso”, avrà bevuto qualche grappino abruzzese prima della Kermesse a Roma in piazza, al freddo, oppure voleva superare Grillo e Travaglio. Dovrebbe essere la reincarnazione di Savonarola per superare i due campioni del giacobinismo italiano, che in tutta franchezza mi stanno veramente simpatici.
Allora, ricapitolando, nell’esprimere dissenso verso la legge dell’attuale Governo sulla limitazione delle intercettazioni, Di Pietro intima il Presidente della Repubblica a non firmarla, accusandolo di complicità silenziosa, per meglio dire lo accusa di comportarsi come le tre scimmie: non vedo, non sento, non parlo. Risultato, Di Pietro si becca una denuncia da parte del capo della Procura della Repubblica di Roma per vilipendio al Presidente.
Ritornando un po’ indietro del tempo, la marachella del figlio Cristiano e l’implicazione del dirigente Mautone nell’affare Romeo avevano già leggermente offuscato l’azione politica dell’immacolato Di Pietro. Terza tegola sulla testa, la polemica sollevata dall’on. Franco Barbato a proposito dell’inadeguatezza di Nello Formisano alla guida dell’I.d.v. Campano e l’oscura carriera politica dell’on. Marrazzo, Consigliere regionale che da un lato minaccia di dimettersi da Presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, rispettando le indicazioni dell’Id.v. nazionale di non sostenere più l’accoppiata Jervolino-Bassolino, dall’altro mette a segno due colpi nel sottogoverno: Salvatore Pallata all’a.s.l. n. 3 di Frattamaggiore, Cosimo Boemio, all’Università di Napoli. Apriti cielo, tra santi, putti beati ed angeli del Consiglio nazionale dell’I.d.v. del 2 febbraio Franco Barbato è stato in pratica preso a male parole, da chi, da Nello Formisano e da Silvana Mura sua collega parlamentare. E’ inutile dire con chi stò in questa faccenda, Franco Barbato ha avuto il coraggio di denunciare alla Camera dei deputati le commistioni del Popolo delle Libertà Campano e i Casalesi nella persona dell’ on. Landolfi. Franco Barbato è stato in prima linea con i cittadini nel manifestare contro i rifiuti. Alla fine prima o poi si sarebbe dovuto scontrare con le sacche di illegalità che anche nell’Id.v. sono presenti, a Napoli come in altre regioni. Nella migliore delle ipotesi sarà insultato per la sanità di mente, come tutte le persone per bene che si ribellano, l'opinione è sempre la stessa, ci sono passato anch'io: “Ma questo è pazzo”. No non è affatto pazzo, è un uomo coerente che siceramente, in un modo o nell’altro pagherà più di chi oggi cova in silenzio.


Allora on. Di Pietro, prima di criticare il Presidente Napolitano per eventuali silenzi istituzionali, guardi in casa sua, ai silenzi di gente che si nasconde dietro il simbolo che lei ha così abilmente inventato e che oggi se non corre ai rimedi non sarà diverso dagli altri.

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